I volti nuovi e le conferme del secondo governo Cameron

    Mag 13th, 2015
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    Una riunione del primo governo Cameron

    Una riunione del primo governo Cameron

    A una settimana della vittoria nelle elezioni generali britanniche, con il conseguimento a sorpresa della maggioranza assoluta, il premier conservatore David Cameron ha ufficializzato la composizione del suo nuovo governo. Confermati tutti i posti chiave, nel segno della continuità: resta quindi Cancelliere dello scacchiere, cioè ministro delle Finanze, George Osborne (che diventa anche Primo segretario di Stato), così come rimane segretario di Stato agli Affari esteri Philip Hammond, che nel 2014 aveva sostituito William Hague. Al loro posto restano anche, tra le deleghe più importanti, i ministri degli Interni (Theresa May), della Difesa (Michael Fallon) e dell’Istruzione (Nicky Morgan).

    Erano invece necessariamente da sostituire tutti i rappresentanti del partito liberal-democratico, praticamente azzerato dopo le elezioni del 7 maggio, con soli otto deputati tra cui il leader dimissionario Nick Clegg; in corsa per sostituirlo ci sono l’ex presidente del partito Tim Farron e l’ex ministro della Salute Norman Lamb: la comunicazione del nuovo capo del partito verrà data il 16 luglio. Al posto di Clegg, non è stato nominato nessun vicepremier, mentre la delega alle Attività produttive, che era occupata dal lib-dem Vince Cable, è stata affidata a Sajid Javid, una delle personalità più in ascesa nel partito conservatore, che era già entrato nel 2014 nel governo Cameron al ministero della Cultura e dello Sport. All’Energia e al cambiamento climatico viene promossa Amber Rudd, già sottosegretaria in quel ministero nel precedente governo; una soluzione identica a quella trovata per il ministero per i rapporti con la Scozia, dove è salito di grado l’ex sottosegretario David Mundell. Un altro liberal-democratico, Danny Alexander, era viceministro delle Finanze: al suo posto, Cameron ha indicato l’anglo-americano Greg Hands.

    Tra le nomine più pesanti, nel rimpasto di governo, c’è certamente quella dello scozzese Michael Gove al ministero della Giustizia. Gove è stato dal 2010 al 2014 ministro dell’Istruzione, ma aveva subito forti critiche dalle associazioni dei docenti per le riforme che aveva voluto portare avanti. Lo scorso anno Cameron lo sostituì affidandogli l’incarico di chief whip, sostanzialmente il capogruppo parlamentare dei conservatori. Quest’ultima posizione verrà ora ricoperta da Mark Harper, che negli anni scorsi si è occupato all’interno del governo di immigrazione e disabilità. Nel 2012 si era però dovuto dimettere da responsabile dell’immigrazione perché si era scoperto che una sua collaboratrice domestica non aveva un permesso di soggiorno a tempo indeterminato nel Regno Unito. Diventa invece nuovo ministro della Cultura e dello Sport John Whittingdale, deputato ininterrottamente dal 1992, che negli ultimi dieci anni ha guidato la commissione parlamentare competente. Altra nomina rilevante è quella del nuovo ministro di Stato per l’Occupazione, che sarà Priti Patel, 42enne nata in Inghilterra da genitori ugandesi di origine asiatica, deputata dal 2010.

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