Elezioni regionali in Spagna: dove si vota

    Mag 18th, 2015
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    Fonte: http://www.saberespractico.com

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    Quattro anni fa, le manifestazioni degli indignados avvennero in concomitanza con la tornata di elezioni amministrative e regionali: l’invito all’astensionismo, al boicottaggio di tutti i principali partiti, oltre alla crisi del governo Zapatero, portarono a una eclatante vittoria del Partito popolare di centro-destra, che di lì a pochi mesi avrebbe poi conquistato la maggioranza assoluta in Parlamento. Domenica prossima, si tornerà alle urne in quelle 15 comunità autonome che nel 2011 sono finite in gran parte sotto il controllo dei popolari. Lo scenario politico però è radicalmente mutato: il bipartitismo ha lasciato il posto a un sistema frammentato, con i due nuovi partiti anti-establishment Podemos e Ciudadanos a cui vanno ad aggiungersi Sinistra unita e i partiti regionalisti. Tutte formazioni politiche autonome, che potrebbero riservare scenari di ingovernabilità, come dimostra il caso dell’Andalusia. L’esito di queste elezioni regionali e amministrative condizionerà pesantemente anche il risultato delle prossime elezioni generali che si terranno in autunno. Ecco dove si vota e quali sono gli equilibri in campo in 13 comunità autonome (cui vanno aggiunte Ceuta e Melilla, il cui risultato è politicamente meno rilevante).

    Aragona

    Nel 2011 i popolari conquistarono la regione con Luisa Fernanda Rudi dopo 12 anni di governo socialista, grazie anche al sostegno del Partito aragonese (PAR). All’opposizione, insieme ai socialisti, i due partiti della sinistra radicale, Sinistra unita (IU) e Chunta Aragonesista (CHU). Entrambi i partiti regionalisti sembrano ora in crisi di consensi, mentre Podemos, negli ultimi sondaggi, tallona da vicino il Partito popolare, che ricandida la governatrice uscente. I socialisti provano a riconquistare la regione con Javier Lambán, ex presidente della provincia di Saragozza. Il nuovo partito della sinistra radicale candida alla presidenza l’eurodeputato Pablo Echenique, fisico di 36 anni affetto da atrofia muscolare spinale. L’Aragona è una delle regioni in cui probabilmente sarà più difficile formare un governo: secondo l’ultimo sondaggio Metroscopia, nessun partito si avvicina minimamente alla soglia dei 34 seggi utili per la maggioranza assoluta e sarà necessario trovare un accordo di qualche tipo con almeno tre partiti diversi.

    Risultati 2011 (seggi): PP 30 – PSOE 22 – PAR 7 – CHU 4 – IU 4

    Asturie

    Benché tradizionale feudo socialista, con una breve incursione dei popolari negli anni Novanta, nel 2011 la vittoria andò, per un solo seggio, al partito regionalista Foro Asturias (FAC), appena creato dopo una scissione di alcuni rappresentanti locali del Partito popolare. Il suo candidato fu eletto presidente alla guida di un governo di minoranza, che cadde pochi mesi dopo. Si tornò alle urne nel marzo 2012, e i socialisti riconquistarono la maggioranza relativa: il loro candidato Javier Fernández fu eletto presidente con i voti di Sinistra unita e del partito centrista UPyD. Nei sondaggi, il governatore socialista uscente è testa a testa con la candidata dei popolari, Mercedes Fernández, già in corsa nel 2012. Molto vicini tra loro il FAC, Podemos e Ciudadanos. Maggioranza assoluta fissata a 23 seggi, anche qui potrebbe non bastare un accordo tra soli due partiti.

    Risultati 2012 (seggi): PSOE 17 – FAC 12 – PP 10 – IU 5 – UPyD 1

    Isole Baleari

    Regione incerta, guidata alternativamente da socialisti e popolari negli ultimi vent’anni. Nel 2011, il partito di centro-destra conquistò la maggioranza assoluta, e ripresenta oggi il governatore uscente José Ramón Bauzá: è il favorito nei sondaggi, ma dovrà cercare almeno un alleato per restare al governo. I socialisti schierano Francina Armengol che ha guidato fino a pochi anni fa l’isola di Maiorca. Alcuni partiti locali di sinistra radicale qui si presentano sotto un’unica coalizione (MÉS), ma ci saranno anche Podemos e Ciudadanos e potrebbero ottenere seggi anche un partito regionalista, Proposta per le Isole Baleari (PI), e Sinistra unita.

    Risultati 2011 (seggi): PP 35 – PSOE 19 – MÉS 5

    Canarie

    Qui è forte il peso di un partito regionalista, Coalizione Canaria (CC), che dopo aver governato con i popolari per due legislature, nel 2011 ha ottenuto la maggioranza accordandosi con il PSOE. Difficile immaginare che i nuovi partiti possano mutare radicalmente gli equilibri in campo.

    Risultati 2011 (seggi): CC 21 – PP 21 – PSOE 15 – Nueva Canarias 3

    Cantabria

    Una delle comunità autonome meno popolose della Spagna, governata negli ultimi vent’anni dai popolari o dal partito regionalista PRC con il sostegno del PSOE. I popolari ricandidano l’uscente Ignacio Diego, il PRC ripropone Miguel Ángel Revilla, già presidente dal 2003 al 2011. Equilibri incerti, ma non è la sfida più rilevante di queste elezioni regionali.

    Risultati 2011 (seggi): PP 20 – PRC 12 – PSOE 7

    Castilla-La Mancha

    Fu uno dei risultati più eclatanti del 2011: qui avevano sempre governato i socialisti, ma María Dolores de Cospedal, segretaria generale dei popolari, invertì la tendenza, anche se per un solo seggio di maggioranza. Ora i socialisti provano a batterla candidando il sindaco di Toledo, Emiliano García-Page. Questa regione è stata l’emblema del bipartitismo: dal 1999 a oggi, il Parlamento regionale è stato occupato soltanto da socialisti e popolari, con la Sinistra unita e tutti gli altri partiti al di sotto della soglia di sbarramento. Questo scenario è destinato a essere cambiato con l’ingresso di Podemos e Ciudadanos: per avere la maggioranza servirà stringere alleanze.

    Risultati 2011 (seggi): PP 25 – PSOE 24

    Castilla y Ln

    Qui, al contrario, sono i popolari ad essere sempre stati maggioranza fin dal 1987 (il primo popolare a guidare la comunità autonoma fu l’ex premier José Maria Aznar). Il risultato nel 2011 fu straripante, e anche stavolta i popolari, nonostante la crisi di consensi a livello nazionale, potrebbero riuscire a riconquistare la maggioranza assoluta di 43 seggi: il loro candidato sarà ancora una volta Juan Vicente Herrera, presidente ininterrottamente dal 2001. Da monitorare però il risultato di Ciudadanos, che potrebbero ottenere un risultato molto importante in questa regione.

    Risultati 2011 (seggi): PP 53 – PSOE 29 – IU 1 – UPL (regionalista) 1

    Comunità Valenciana

    È la quarta comunità autonoma più popolosa della Spagna, e la seconda tra quelle che vanno alle urne domenica. Qui i popolari governano dal 1995, nelle ultime quattro legislature sempre con la maggioranza assoluta. Ma stavolta il presidente uscente Alberto Fabra non avrà vita facile: l’ultimo sondaggio Metroscopia mostra il probabile ingresso nelle Corti di ben sei partiti, tutti con qualche chance di essere decisivi per le sorti del governo regionale, compresi il partito regionalista Compromís e la locale formazione di Sinistra unita (EUPV).

    Risultati 2011 (seggi): PP 55 – PSOE 33 – Compromís 6 – EUPV 5

    Extremadura

    Dopo 28 anni consecutivi di governo socialista, nel 2011 i popolari hanno conquistato il potere, ma grazie all’astensione dei tre deputati di Sinistra unita, un caso alquanto eccezionale. Il presidente José Antonio Monago ha perciò governato facendo attenzione a non perdere il loro prezioso sostegno, spostando al centro il baricentro della sua azione politica. I socialisti vogliono tornare al potere con l’ex presidente, tra il 2007 e il 2011, Guillermo Fernández. L’ingresso di Podemos e Ciudadanos nell’assemblea regionale rende probabile uno scenario andaluso, Sinistra unita invece rischia di restare fuori dalla distribuzione dei seggi.

    Risultati 2011 (seggi): PP 32 – PSOE 30 – IU 3

    La Rioja

    Piccola comunità autonoma con un piccolo record: è governata fin dal 1995 dallo stesso presidente, Pedro Sanz, del Partito popolare. Che ovviamente si ripresenta candidato. Nel 2011 la sua rielezione fu resa possibile dall’astensione di un piccolo partito regionalista (PR): chissà se il vento del rinnovamento a livello nazionale metterà fine al dominio ventennale di Sanz e del suo partito: molto dipenderà dal numero dei partiti che faranno il loro ingresso nell’assemblea regionale.

    Risultati 2011 (seggi): PP 20 – PSOE 11 – PR 2

    Madrid

    Si tratta del vero test nazionale di queste elezioni. È la comunità autonoma più popolosa che va alle urne e contestualmente si eleggerà anche il nuovo sindaco. Dal 1995, l’assemblea di Madrid è governata dai popolari. Le elezioni del 2011 furono rivinte da Esperanza Aguirre (oggi candidata sindaco), ma un anno dopo lasciò il posto al suo braccio destro Ignacio González. Quest’ultimo è stato però al centro di diversi scandali e indagato in alcune inchieste su appalti e l’uso di fondi pubblici. Per questo motivo, i popolari candidano ora alla presidenza Cristina Cifuentes che dovrebbe riuscire a mantenere la maggioranza relativa, ma assai distante da quella assoluta dei tempi migliori. Anche qui, saranno necessarie lunghe trattative per la guida della regione: Podemos e Ciudadanos sono entrambi molto forti, e rischiano addirittura di superare il PSOE nel numero di seggi. D’altra parte, i socialisti si affidano a un esponente della vecchia guardia, Angel Gabilondo, ex rettore dell’Università ed ex ministro dell’Istruzione nell’ultimo governo Zapatero, mentre Podemos punta sull’attivista sociale José Manuel López e Ciudadanos sul giovane manager Ignacio Aguado.

    Risultati 2011 (seggi): PP 72 – PSOE 36 – IU 13 – UPyD 8

    Murcia

    Anche qui i popolari governano dal 1995, e alle ultime elezioni del 2011 vinsero a valanga con il presidente uscente Ramón Luis Valcárcel. Quest’ultimo, eletto al Parlamento europeo lo scorso anno, ha lasciato il posto ad Alberto Garre, ma il candidato alla presidenza in queste elezioni sarà Pedro Antonio Sánchez. Apparentemente poche speranze per gli altri partiti.

    Risultati 2011 (seggi): PP 33 – PSOE 11 – IU 1

    Navarra

    A governare qui è un partito regionalista, l’Unione del popolo navarro (UPN), di orientamento cristiano-democratico ma con il sostegno del Partito socialista locale. Nell’assemblea regionale c’è spazio anche per altri partiti nazionalisti baschi, NaBai (che a queste elezioni si presenta con la sigla Geroa Bai) e Bildu. Qui però è molto forte Podemos e non è escluso un risultato elettorale particolarmente buono. In ogni caso, la nuova assemblea regionale sarà un Vietnam: secondo l’ultimo sondaggio, potrebbero eleggere deputati ben otto partiti diversi, senza che nessuno di essi abbia un’ampia maggioranza relativa.

    Risultati 2011 (seggi): UPN 19 – PSOE 9 – NaBai 8 – Bildu 7 – PP 4 – IU 3

    Da segnalare, infine, le elezioni per le giunte municipali delle due principali città del paese, Madrid e Barcellona. Nella capitale, governata dal Partito popolare con la maggioranza assoluta, si presenta come candidata sindaco del centro-destra Esperanza Aguirre, ex presidente della comunità autonoma, ma anche per lei, secondo i sondaggi, sarà necessario trovare alleati per il governo della città. Il PSOE candida Antonio Miguel Carmona, mentre Podemos si presenta sotto il simbolo di Ahora Madrid, un’aggregazione di partiti e movimenti di sinistra, e candida Manuela Carmena, giudice emerita della Corte costituzionale spagnola. Secondo l’ultimo sondaggio, il PP potrebbe conquistare appena 19 consiglieri municipali, Ahora Madrid 17, il PSOE 10 e Ciudadanos 9.

    A Barcellona potrebbe esserci il vero exploit di Podemos, che si presenta anche nella capitale catalana sotto un’aggregazione di forze e movimenti di sinistra (tra cui anche Sinistra Unita), Barcellona in comune, e candida Ada Colau: secondo l’ultimo sondaggio, sarebbe lei a vincere le elezioni con 12 seggi nel consiglio municipale. Ma il quadro politico cittadino è molto frammentato: il partito regionalista Convergència i Uniò, che governa la città con un monocolore, seguirebbe a ruota con 10 seggi, ma andrebbe bene anche la locale formazione di Ciudadanos con 6. Più indietro, praticamente azzerati rispetto al 2011, potrebbero finire socialisti e popolari, pressoché ininfluenti per la composizione del nuovo governo della città.

    @StefanoSavella

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