La Finlandia verso il nuovo governo, dentro anche gli euroscettici

    Mag 20th, 2015
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    Timo Soini

    Timo Soini

    Proseguono in Finlandia le trattative per la formazione del nuovo governo, dopo le elezioni politiche del 19 aprile. Nelle settimane scorse, il premier incaricato Juha Sipilä, leader del liberale Partito di centro che ha vinto le elezioni, ha tracciato i confini della nuova maggioranza, che fin dall’inizio ha voluto con un numero di partiti non troppo elevato (al termine delle elezioni del 2011, l’ex premier Jyrki Katainen costruì una coalizione di governo con cinque partiti, dalla sinistra radicale al centro-destra). Per ottenere quest’obiettivo, raggiungendo una maggioranza di 123 seggi su 200, Sipilä ha aperto le porte della maggioranza ai Veri Finlandesi, il partito euroscettico che è arrivato secondo per un soffio alle ultime elezioni, e al partito di centro-destra Coalizione Nazionale del premier uscente Alexander Stubb. Dopo i primi colloqui è invece rimasto fuori il partito socialdemocratico, uscito sconfitto dalle urne e scivolato a quarto partito del paese: nel partito di centro-sinistra è già iniziata la battaglia interna per la leadership, con l’ex vicepremier Jutta Urpilainen, che ha già guidato il partito dal 2009 al 2014, pronta a chiedere la testa dell’attuale leader Antti Rinne.

    L’apertura sulla partecipazione dei Veri Finlandesi al governo ha sorpreso gli osservatori internazionali, ma soltanto in parte. Già in campagna elettorale, il leader di questa formazione di destra, Timo Soini, si era dichiarato «pronto» ad assumersi la responsabilità dell’azione di governo, e timidi segnali di dialogo erano arrivati dallo stesso Partito di centro, che peraltro condivide con gli euroscettici l’ostilità all’adesione della Finlandia alla Nato. Inoltre, è una tradizione consolidata in Finlandia, a causa della frammentazione del quadro politico, che primo e secondo partito governino insieme. A ciò si aggiunga che non è la prima volta, in Europa, che un partito euroscettico entra in maggioranza: è già successo nel 2014 con i nazionalisti fiamminghi dell’N-VA in Belgio e nel gennaio scorso con i Greci Indipendenti di Panos Kammenos nel governo Tsipras. Entrambi questi partiti, così come i Veri Finlandesi, fanno parte al Parlamento europeo del gruppo dei Conservatori e Riformisti (ECR) guidato dai tories britannici. Nel nuovo governo finlandese, Soini potrebbe diventare ministro degli Esteri o delle Finanze.

    Le trattative si stanno concentrando, in questi giorni, sul programma di governo, e in particolare sulle questioni economiche: Sipilä ha promesso un drastico taglio alla spesa pubblica di almeno 6 miliardi di euro per tutta la durata della legislatura, punto su cui dovrà convincere i Veri Finlandesi che invece vorrebbero ammorbidire le politiche di austerità. Ma anche le relazioni all’interno dell’Unione Europea potrebbero subire contraccolpi: l’uscita dall’eurozona non è in discussione, ma i Veri Finlandesi chiedono di rinegoziare alcuni aspetti dell’integrazione europea, ad esempio sull’immigrazione. Coalizione Nazionale, invece, è un partito fortemente europeista che non accetta passi indietro su tali questioni. Ciò su cui tutti i partiti della nuova maggioranza sembrano d’accordo è invece l’assunzione di una posizione rigida nei confronti della Grecia e delle riforme chieste al governo Tsipras.

    @StefanoSavella

    Fonte immagine: http://suomenkuvalehti.fi/

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