Il voto dei gruppi del Parlamento europeo sulla Xylella

    Mag 22nd, 2015
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    Mercoledì scorso il Parlamento europeo ha votato due risoluzioni sul fenomeno della xylella fastidiosa, un batterio che da tempo infesta gli ulivi del sud della Puglia causandone il disseccamento. Le risoluzioni (una approvata, l’altra bocciata) sono provvedimenti diversi rispetto alle misure approvate dalla Commissione europea, ed entrate in vigore ieri, che impongono l’eradicazione degli ulivi già infettati e di quelli sani solo se entro una fascia di cento metri dai nuovi focolai rilevati fuori dalla provincia di Lecce. La risoluzione approvata, promossa dall’eurodeputato del Pd Paolo De Castro, chiede risarcimenti per gli agricoltori penalizzati dall’epidemia, più attenzione alla ricerca scientifica sul contrasto del batterio, magari con fondi attribuiti ad hoc, e un maggiore controllo alle frontiere attraverso «misure per le importazioni più restrittive». La seconda risoluzione, che non ha ottenuto la maggioranza dei voti e che era promossa dalle eurodeputate Eleonora Forenza dell’Altra Europa e Rosa D’Amato del Movimento 5 Stelle, puntava a evitare l’uso di pesticidi e a scongiurare l’abbattimento degli ulivi previsto, seppure parzialmente e per casi specifici, dalle misure della Commissione Ue.

    Anche in questo caso, è utile approfondire il comportamento degli eurodeputati, non soltanto italiani, nel voto delle due risoluzioni. La prima, come risulta dai dati elaborati da VoteWatch Europe, è stata approvata con 507 voti favorevoli, 115 contrari e 37 astenuti, con il sostegno del Partito popolare (PPE), dei Socialisti & Democratici (S&D), dei Conservatori (ECR) e dei Liberal-democratici (ALDE). Tra gli unici quattro voti contrari dei popolari e i nove astenuti dei socialdemocratici, ben sette sono di nazionalità svedese: la questione più delicata che ha messo in guardia alcuni di loro è quella dei maggiori controlli sulle importazioni proposti nella risoluzione, l’Italia è infatti al quarto posto tra i paesi da cui la Svezia importa prodotti agroalimentari. Si spiega con questo motivo anche il voto contrario di tre eurodeputati liberali olandesi: uno di loro, Jan Huitema, ha dichiarato che «La decisione del governo italiano di non applicare la rigorosa legislazione europea [che in prima battuta prevedeva un numero maggiore di eradicazioni] è irresponsabile, considerando le possibili conseguenze». D’altra parte, aumentare i controlli alle frontiere significa, ha aggiunto, creare «un enorme disastro finanziario per gli agricoltori, i giardinieri e altri settori come imprese commerciali e dei trasporti». Entrambe olandesi anche le due astensioni del gruppo dei Conservatori, mentre voti prevalentemente o totalmente negativi sono arrivati dai Verdi e dalla sinistra radicale: tra questi ultimi, però, ci sono stati i voti favorevoli in dissenso di due portoghesi e di un eurodeputato francese. Nel gruppo degli euroscettici EFDD, soltanto due i voti favorevoli (ancora una volta il dissenso è dei due lituani), mentre i cinquestelle hanno votato contro e i britannici dell’Ukip si sono astenuti.

    Del tutto speculare la votazione sulla risoluzione Forenza-D’Amato, bocciata con 487 voti contrari, 140 favorevoli e 36 astenuti. Il supporto pressoché totale al provvedimento è arrivato soltanto da sinistra radicale e Verdi. Nel gruppo EFDD hanno votato a favore soltanto i cinquestelle, con una eccezione al loro interno: l’eurodeputata sarda Giulia Moi si è infatti astenuta, come aveva fatto anche per la risoluzione promossa da De Castro. Il motivo l’ha spiegato lei stessa su Facebook, mettendo in dubbio che le colpe sulla gestione della crisi siano addebitabili principalmente all’Europa: «Oggi non si fa che discutere di quanto l’Europa stia sbagliando, di come le soluzioni anti-Xylella non siano altro che palliativi a un allarme di cui ci si è accorti solo ora. Ma su quale pianeta sono stati i politici locali in tutti questi anni? Se si fosse puntato sulla prevenzione in tempi non sospetti, oggi non saremmo qui a piangerci addosso o ad addossare colpe ad altri!». Tra gli altri europarlamentari italiani, da segnalare il voto in dissenso di alcuni esponenti del Pd: mentre il gruppo socialdemocratico ha infatti in gran maggioranza votato contro questa seconda risoluzione, si sono espresse a favore Cécile Kyenge e Silvia Costa, mentre si sono astenute Elly Schlein (pochi giorni fa uscita dal Pd, ma non dal gruppo S&D a Strasburgo) e Elena Gentile, entrambe vicine all’area di Civati.

    @StefanoSavella

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