Il Labour si riorganizza, prende corpo la sfida per la leadership

    Mag 27th, 2015
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    Liz Kendall

    Liz Kendall

    Sono trascorsi soltanto venti giorni dalle elezioni generali britanniche,ma il Partito laburista è già in fermento per la selezione del nuovo leader. La campagna elettorale di Ed Miliband e le sue dimissioni hanno aperto una ferita che toccherà al suo successore provare a sanare. Il tempo, d’altra parte, non manca: nel corso dei prossimi cinque anni di opposizione, il Labour proverà a ricostruire una base di consenso tale da poter tornare a competere con i conservatori nel 2020. Nel mezzo, però, ci sarà un referendum sull’adesione all’Unione Europea che si annuncia una sfida delicata, nella quale il partito rischia di restare schiacciato tra l’euroscetticismo radicale dell’Ukip e l’adesione condizionata alla rinegoziazione di alcuni aspetti promessa dal premier David Cameron. A ciò si aggiunga che il Labour non sembra avere tra le sue fila un candidato alla leadership così carismatico da essere pronto a gestire un passaggio così importante per il futuro del paese. Esclusa fin da subito, dal diretto interessato, l’ipotesi David Miliband, e ritiratosi a sorpresa Chuka Umunna, entrambi vicini alle posizioni del New Labour di Tony Blair, la sfida è riservata, per il momento, a quattro candidati.

    Il favorito resta probabilmente Andy Burnham, 45 anni, che ha già avviato da giorni la sua campagna per la leadership: è stato per un anno, tra il 2009 e il 2010, segretario di Stato alla Salute, e successivamente segretario di Stato ombra, per questo viene considerato la persona adatta a difendere il sistema sanitario nazionale, il cui futuro è stato già al centro della campagna elettorale. Nei giorni scorsi, inoltre, Burnham ha dichiarato che non accetterà donazioni dal sindacato per la sua campagna, una mossa con la quale punta a sganciarsi dall’immagine di candidato dell’ala sinistra del partito. Principali sfidanti di Burnham sono due donne: Liz Kendall, 43 anni, era partita in sordina ma può ora contare sul pesante sostegno ricevuto da Umunna: anche lei, negli ultimi cinque anni a Westminster (era alla sua prima legislatura), si è occupata da vicino di assistenza sanitaria in qualità di ministro ombra; Yvette Cooper, 46 anni, è stata ministro dell’Interno ombra negli ultimi quattro anni, parlamentare dal 1997 e moglie di Ed Balls, uno dei principali dirigenti laburisti che non è stato rieletto lo scorso 7 maggio. Quarta candidata, apparentemente con meno chance di vittoria, è Mary Creagh, 47 anni, dal profilo chiaramente europeista (negli ultimi anni si è occupata soprattutto di ambiente, trasporti e cooperazione internazionale).

    A meno di sorprese, saranno loro a sfidarsi per la leadership del Labour. Il termine per le candidature scade il 15 giugno, e ogni candidato dovrà presentarsi con il sostegno di almeno 35 deputati. Il voto è aperto agli iscritti e ai simpatizzanti, purché registrati: è la prima volta che il Labour adotta il sistema “una testa, un voto” per l’elezione dei propri massimi dirigenti, e questo potrebbe ridurre il peso dei sindacati, che si rivelò decisivo nel 2010 per la vittoria di Ed Miliband contro suo fratello David. Si potrà esprimere la propria preferenza per posta o online dal 14 agosto al 10 settembre: due giorni dopo verranno resi noti i risultati e i nomi del nuovo leader e del suo vice (i votanti esprimeranno la propria preferenza anche per questa seconda carica). Nei prossimi mesi andranno al voto anche gli iscritti del Partito laburista scozzese, che ha una propria leadership: Jim Murphy, non rieletto alle ultime elezioni in seguito al clamoroso successo del Partito nazionale scozzese di Nicola Sturgeon, si è dimesso lo scorso 16 maggio.

    @StefanoSavella

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