Finlandia, l’ex premier Stubb sarà il nuovo ministro delle Finanze

Mag 28th, 2015
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Alexander Stubb

Alexander Stubb

La composizione del nuovo governo finlandese, guidato dal leader del Partito di centro, il liberale Juha Sipilä, è stata annunciata in due giorni diversi. Nel corso di una prima conferenza stampa sono state assegnate le due caselle più importanti dell’esecutivo, del quale faranno parte, oltre a esponenti del Partito di centro (sei in tutto, compreso il premier), anche rappresentanti della formazione di centro-destra Coalizione nazionale e dei Veri Finlandesi, il partito euroscettico giunto secondo alle elezioni di aprile. Proprio la delega destinata a Timo Soini, leader dei Veri Finlandesi, aveva preoccupato molte cancellerie europee: è infatti tradizione, nel paese scandinavo, che il leader del partito arrivato secondo diventi ministro delle Finanze. Soini, però, ha posizioni molto dure nei confronti della Grecia e dell’Europa in generale, e concedergli quella delega avrebbe voluto dire rendere ancor più difficili i negoziati in corso tra istituzioni comunitarie e Atene sulla questione del debito. È così che, venendo meno alla consuetudine, ma operando una scelta sicuramente più condivisibile, Sipilä ha assegnato il ministero delle Finanze a Alexander Stubb, premier uscente e leader di Coalizione nazionale, che pur essendo considerato un «falco» (al pari del suo predecessore Jyrki Katainen) ha un chiaro profilo europeista. A Stubb spetterà anche il compito di applicare il programma di austerità (con 6 miliardi di tagli alla spesa pubblica entro il 2021) messo a punto dalla coalizione di governo.

A Soini, invece, è toccato l’altro ministero pesante, quello degli Esteri, che viene ora accorpato alle Politiche comunitarie, mentre nel precedente governo le due deleghe erano assegnate a due ministri diversi. C’è molta curiosità, e non poco timore, sul modo in cui un esponente politico dichiaratamente critico nei confronti dell’Unione potrà operare riguardo alle più delicate questioni europee. Ma una volta deciso che i Veri Finlandesi sono pronti ad assumersi le responsabilità del governo, e di fronte a un risultato elettorale eclatante (38 seggi e il 17,7% dei voti), era inevitabile che a Soini toccasse una delega così pesante. Spetterà al premier Sipilä riuscire a gestire una coalizione che proprio sull’Europa mostra le maggiori distanze. Un altro dossier scottante nelle mani di Soini è poi quello dell’adesione alla Nato: il precedente governo Stubb aveva avviato il percorso per l’ingresso nell’alleanza atlantica, ma l’assoluta contrarietà del nuovo ministro degli Esteri farà probabilmente cadere ogni ipotesi di questo tipo.

Con una carica così importante, Soini dovrà dimostrare l’avvenuta maturità del suo partito (che a Strasburgo siede al fianco dei conservatori di Cameron, dunque in una posizione meno estrema rispetto ad altre formazioni euroscettiche come l’Ukip e il Front National). Esponenti dei Veri Finlandesi finiscono però spesso al centro di polemiche per le loro azioni e dichiarazioni oltre i limiti. Jari Lindström, nuovo ministro della Giustizia, ha dichiarato di poter prendere in considerazione la reintroduzione della pena di morte per alcune circostanze; un rappresentante del partito di Helsinki, Olli Sademiesha scritto pochi giorni fa sul suo profilo Facebook che gli uomini africani andrebbero sterilizzati; il parlamentare Toimi Kankaanniemi, inizialmente indicato tra i possibili ministri dei Veri Finlandesi, ha ammesso di aver utilizzato lo stesso social network per fare avances sessuali dal contenuto esplicito ad alcune militanti del suo partito.

Per quanto riguarda gli altri ministeri, infine, l’intenzione di Sipilä è stata fin dall’inizio di accorparne alcuni, e il numero complessivo è così sceso da 17 a 14. A proposito dei nomi, torna alla politica nazionale l’ex commissario europeo alle Finanze Olli Rehn, con la delega agli Affari economici: anche lui è membro del Partito di centro, come i nuovi ministri agli Enti locali, all’Agricoltura, ai Trasporti e alle Politiche per la famiglia (che va al numero due del partito, Juha Rehula). Per i Veri Finlandesi, oltre a Soini e Lindström, entrano al governo Jussi Niinistö (primo vicesegretario del partito e docente di storia all’Università di Helsinki) e Hanna Mäntylä (con delega alla Salute). Coalizione nazionale conferma invece, dal precedente esecutivo, Lenita Toivakka (che passa dalle Politiche comunitarie al Commercio estero) e Petteri Orpo (che passa dall’Agricoltura all’Interno). New entry, invece, Sanni Grahn-Laasonen, la più giovane del nuovo governo (32 anni), che avrà la delega all’Istruzione e alla Cultura.

@StefanoSavella

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