Polonia, verso una sfida tra donne alle prossime elezioni?

    Giu 25th, 2015
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    Beata Szydło

    Beata Szydło

    Sarà la Polonia il prossimo paese dell’Unione europea ad andare alle urne in autunno, e la campagna elettorale si preannuncia di grande interesse. Nei giorni scorsi Jaroslaw Kaczynski, leader del partito di destra Legge e giustizia, ha comunicato a sorpresa il suo passo indietro per la candidatura a premier, proprio nel momento in cui appare più probabile la sua vittoria alle prossime elezioni parlamentari. L’obiettivo è chiaro: replicare il successo delle ultime presidenziali, dove lo stesso Kaczynski ha rinunciato a correre preferendo lanciare il più giovane eurodeputato Andrzej Duda, una scelta rivelatasi vincente. Inoltre, Kaczynski è consapevole di essere diventato una personalità troppo “divisiva” e di portarsi sulle spalle l’eredità di una ingombrante stagione di governo risalente agli anni scorsi. Per la premiership l’investitura del leader di Legge e giustizia è così caduta sulla vicepresidente del partito, Beata Szydło, 52 anni, deputata dal 2005 e con un profilo politico non consumato da precedenti esperienze di governo (è stata soltanto sindaca del piccolo comune di Brzeszcze, a pochi km dal confine con la Slovacchia, nel sud del paese).

    Sarà dunque un’altra donna a sfidare la premier in carica, Ewa Kopacz, del partito liberale di centro-destra Piattaforma civica. Quest’ultima si avvicina però alla campagna elettorale (la prima da candidata premier, avendo ereditato la guida del governo lo scorso anno da Donald Tusk) con più di un handicap, primo tra tutti la sconfitta inaspettata del suo partito alle presidenziali. Per provare a invertire la tendenza, Kopacz ha cambiato qualche casella nel suo esecutivo, facendo entrare due personalità indipendenti al posto di due rappresentanti del suo partito: si tratta di Adam Korol, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino nel canottaggio, che ha ottenuto la delega al Turismo e allo Sport, e di Marian Zembala, stimato cardiochirurgo, alla Salute.

    Al momento, quando mancano poco più di tre mesi alla probabile data del voto, i sondaggi sono tutti a favore di Legge e giustizia. Nell’ultimo, il vantaggio è arrivato addirittura a toccare 14 punti percentuali, con il partito di Kaczynski al 34% e quello di Kopacz al 20%: quest’ultimo, peraltro, rischia di non poter contare neppure sull’apporto del suo alleato di governo, il partito agrario PSL, che potrebbe rimanere sotto la soglia di sbarramento del 5%. Una sorte che, secondo lo stesso istituto, accompagnerebbe anche il partito socialdemocratico, che resterebbe fuori dalla Sejm, la camera bassa del parlamento polacco. Al contrario, continua a volare il nuovo partito populista di Paweł Kukiz, il cantante rock arrivato terzo alle presidenziali, attestato poco sotto il 20%. Tutto da valutare, invece, il consenso per il nuovo partito liberale Polonia moderna, fondato dall’economista Ryszard Petru.

    @StefanoSavella

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