Sì al Piano Juncker al Parlamento europeo, si dividono conservatori e verdi

    Giu 26th, 2015
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    EFSI

    Un importante passo avanti per la realizzazione del Piano Juncker, approvato dalla Commissione nel novembre scorso, è arrivato nella seduta plenaria del Parlamento europeo di mercoledì. A larga maggioranza (464 favorevoli, 131 contrari, 19 astenuti), gli eurodeputati hanno dato il via libera alla creazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici da 315 miliardi, inserendo qualche modifica rispetto al testo originario volta a ridurre i fondi sottratti ai programmi Horizon 2020 e Cef per innovazione e infrastrutture, utilizzando i margini consentiti dal bilancio Ue, e a lasciare al Parlamento europeo un voto sulla nomina del direttore e del vicedirettore del Fondo. In particolare, il Piano consente agli Stati membri di cofinanziare i progetti strategici senza impatto sui conti pubblici. Il Piano Juncker dovrebbe entrare ufficialmente in vigore a luglio e diventare pienamente operativo a settembre.

    Trattandosi di un provvedimento sul quale la Commissione ha investito gran parte dei propri sforzi, anche comunicativi, nei mesi scorsi, era facile immaginare un sostegno netto da parte dei gruppi parlamentari che la sostengono, e un’altrettanto compatta opposizione da parte degli altri. E così è, in larga parte, avvenuto. Nessun voto contrario è arrivato dai popolari e dai socialisti, con questi ultimi che pagano la sola astensione del tedesco Ismail Ertug, probabilmente in disaccordo sul peso ridotto assegnato nel Piano al settore dei trasporti. Tra i liberal-democratici si smarcano i due rappresentanti olandesi del partito europeista D66, Marietje Schaake e Matthijs Van Miltenburg (anche quest’ultimo siede in Commissione Trasporti), con l’astensione del loro connazionale e collega di partito Gerben-Jan Gerbrandy.

    Si spaccano invece più a fondo i gruppi dei conservatori e dei verdi. Nel primo, tra i 34 sì troviamo tutti i rappresentanti euroscettici polacchi, in piena campagna elettorale in patria, che evidentemente non vogliono lasciare al partito liberale rivale l’esclusiva sull’opportunità di acquisire nuovi fondi europei. A favore anche i voti della maggior parte dei conservatori britannici e dei nazionalisti finlandesi, mentre votano contro i tedeschi di Alternativa per la Germania, i nazionalisti danesi e l’unico rappresentante greco. Rapporti di forza non troppo diversi anche nel gruppo ecologista: 26 i favorevoli, ma ben 12 contrari, tra cui i rappresentanti catalani e austriaci, mentre i francesi di Europe Ecologie si dividono tra contrari e astenuti.

    Poche sorprese nelle ali estreme dell’emiciclo, quasi univocamente contrarie al Piano Juncker. Si distinguono soltanto i due rappresentanti lituani del gruppo euroscettico EFDD (ma non si tratta di una novità) e l’eurodeputato francese di sinistra radicale Younous Omarjee (l’unico eletto nei territori d’Oltremare, che già si era astenuto nell’ottobre scorso nel voto per la Commissione Juncker).

    @StefanoSavella

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