Primarie di Podemos, nessuna alleanza con Izquierda Unida

    Lug 27th, 2015
    940 Views

    Si sono svolte nei giorni scorsi le primarie online di Podemos, in vista delle elezioni generali del prossimo autunno in Spagna. Una consultazione che non ha riservato sorprese, e che anche per questo ha visto una bassa partecipazione al voto da parte degli iscritti al portale web dell’organizzazione (circa il 16% del totale). Pablo Iglesias ha ottenuto l’investitura a candidato premier e sono state ratificate le alleanze, nella prossima tornata elettorale, con alcune formazioni regionaliste di sinistra, come Iniciativa per Catalunya, Compromís (reduce da un’ottima performance alle ultime regionali nella Comunità Valenciana), Més (formazione politica delle Isole Baleari) e Marea Atlántica che già alle ultime municipali di maggio in Galizia ha rappresentato un unico contenitore per partiti e movimenti di sinistra: anche a La Coruña, infatti, come a Madrid e Barcellona, è stato eletto sindaco il suo candidato, Xulio Ferrero, con il sostegno esterno dei socialisti. A differenza di queste grandi città, però, stavolta gli elettori troveranno sulla scheda il simbolo di Podemos, associato al solo partito regionale alleato, senza l’apporto di Izquierda Unida e verdi.

    È stata infatti sonoramente bocciata in queste stesse primarie online la proposta del leader di Izquierda Unida, Alberto Gar­zón, di formare un unico blocco di sinistra con Podemos alle prossime elezioni: nonostante alcune autorevoli voci favorevoli all’interno di Podemos, i militanti hanno seguito le indicazioni della direzione nazionale del partito, ostile a lasciarsi etichettare come aggregazione limitata all’estrema sinistra. Questa decisione toglierà probabilmente a Podemos un piccolo numero di seggi, considerando che il sistema elettorale spagnolo privilegia i partiti e le liste maggiori, ma soprattutto renderà la vita difficile a Izquierda Unida, che potrebbe essere spazzata via dal prossimo Congresso dei deputati o, nella migliore delle ipotesi, più che dimezzare i propri 11 seggi conquistati nel 2011 con il secondo migliore risultato della sua storia.

    A far franare il consenso di Izquierda Unida e portarlo a favore di Podemos saranno in parte anche le alleanze con i movimenti regionali di sinistra. Ne è un esempio l’Andalusia, peraltro storica regione rossa della Spagna. Il CUT (Candidatura Unitaria de Trabajadores) è un partito andaluso di sinistra radicale che dal 1986 all’inizio di quest’anno è stato in coalizione con Izquierda Unida, contribuendo ad accrescerne la rappresentanza a livello locale e nazionale. A partire dalle elezioni regionali del marzo scorso, invece, il CUT è passato armi e bagagli con Podemos, eleggendo due suoi rappresentanti tra i 15 complessivi ottenuti dal partito di Iglesias. Le primarie online tenute nei giorni scorsi hanno anche indicato quali saranno i candidati posizionati meglio nei listini di collegio per le prossime elezioni generali: e i due più votati in assoluto sono risultati proprio due esponenti del CUT, Juan Manuel Sánchez Gordillo, che ne è portavoce oltre a essere sindaco di Marinaleda dal 1979 a oggi, e Diego Cañamero, leader del Sindacato andaluso dei lavoratori, di cui il CUT è l’estensione politica. Entrambi, però, saranno candidati di testimonianza: hanno infatti comunicato di voler rinunciare al proprio seggio una volta eletti.

    @StefanoSavella

    Comments are closed.