Catalogna, vittoria amara per i partiti pro-indipendenza

    Set 28th, 2015
    917 Views

    image

    Un referendum, per definizione, non può avere un risultato incerto. Le elezioni regionali di ieri in Catalogna sarebbero state un referendum, com’era nelle intenzioni del presidente Artur Mas, soltanto nel caso di un risultato eclatante, indiscutibilmente a favore o contro l’indipendenza da Madrid. Ma così non è stato. E la Catalogna si ritrova con un solo piede fuori dalla Spagna (le negoziazioni prenderanno il via nel 2016) e un parlamento regionale di gran lunga meno governabile di quello uscente.

    L’aggregazione tra i due principali partiti pro-indipendenza, Uniti per il Sì, ha infatti mancato il raggiungimento della maggioranza assoluta, conquistando 62 seggi, sei in meno del necessario. In termini di voti, poi, il 39,6% è addirittura inferiore a quanto ottenuto meno di tre anni fa, alle precedenti elezioni del 2012, quando la somma di Convergència i Unió (CiU) e Esquerra Repubblicana (ERC) totalizzò il 44,4%; pur sottraendo la percentuale di Unió Democratica (UDC), che non ha aderito a Uniti per il Sì, il risultato è inferiore alle attese. Inoltre, dal 1984 in poi la somma di seggi di CiU e ERC è sempre stata superiore o uguale a quota 68 tranne, appunto, nelle elezioni di ieri.

    La maggioranza assoluta sarà dunque raggiungibile soltanto grazie al sostegno esterno del CUP, la formazione indipendentista di estrema sinistra uscita rafforzata dal voto, avendo pressoché triplicato voti (dal 3,5% all’8,2%) e seggi (da 3 a 10). Ma il CUP ha dichiarato di non essere disposto ad appoggiare la nuova presidenza di Artur Mas (non basterà nemmeno la sua astensione nel voto di investitura). E, dato ancor più importante, i suoi voti in percentuale non sono sufficienti a raggiungere il 50% dei favorevoli all’indipendenza della Catalogna, che invece si fermano al 47,8%.

    Dalla sponda del fronte anti-indipendentista, composto dai partiti nazionali, emerge soprattutto Ciudadanos di Albert Rivera, probabilmente il vero vincitore di queste elezioni regionali. Il partito centrista, che in Catalogna ha il suo quartier generale, balza dal 7,6% al 17,9% e si porta da 9 a 25 seggi, ben oltre la stima dei sondaggi della vigilia. Un risultato eclatante che potrebbe trainare Ciudadanos a un ruolo decisivo alle prossime elezioni politiche di dicembre.

    I socialisti confermano invece il calo di consensi nella regione, dove pure erano al governo fino a pochi anni fa. Con il 12,7% e 16 seggi toccano il minimo storico in Catalogna ma in qualche modo riescono a evitare il collasso. Assai più deludenti, invece, i risultati del Partito popolare, che scende all’8,5% e passa da 19 a 11 seggi; e in particolare di Podemos, che qui si presentava unito a Izquierda Unida e altri partiti e movimenti ecologisti e di sinistra: nonostante la recente vittoria alle elezioni comunali di Barcellona, la loro aggregazione si ferma all’8,9% e a 11 seggi, e in netto calo anche nella stessa capitale catalana.

    @StefanoSavella

     

    Comments are closed.