Erdogan vince le elezioni, ma come hanno votato i residenti turchi in Europa?

    Nov 2nd, 2015
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    L’AKP di Tayyip Erdogan riconquista la maggioranza assoluta in Parlamento, ma resta sotto il 50% dei voti e non ha i numeri per modificare da solo la Costituzione. Cresce il partito repubblicano, crollano invece i nazionalisti e resta a galla, poco sopra la soglia di sbarramento del 10%, il partito filo-curdo HDP. Questo, in sintesi, il risultato delle elezioni di ieri in Turchia. La ricerca della stabilità, dopo il Parlamento bloccato emerso dopo il voto di giugno, e il giro di vite governativo contro le voci dell’opposizione, insieme alla paura per gli attentati e all’intensificarsi degli scontri contro la minoranza curda, hanno riportato l’AKP a 317 seggi, contro i 258 dell’ultima tornata elettorale. Gran parte del consenso è stato recuperato nei confronti del partito nazionalista MHP, che a giugno aveva toccato il secondo miglior risultato della sua storia con 79 deputati: praticamente dimezzati (40) dopo il voto di ieri. L’opposizione non è tuttavia allo sbando, e lo dimostra il bel risultato del partito popolare repubblicano, laico e di centro-sinistra, che nonostante il difficile clima nel paese fa un piccolo passo avanti, da 131 a 134 seggi, e con il numero totale di consensi più alto di sempre, sopra i 12 milioni. Conferma invece il suo presidio in Parlamento l’HDP di Selahattin Demirtas, che nonostante l’arresto di numerosi suoi membri elegge 59 deputati, 21 in meno delle elezioni di giugno.

    Con un’affluenza alle urne dell’85,5% e quasi 57 milioni di votanti, non si può dire che le poche centinaia di migliaia di voti arrivati dall’estero siano state decisive. Eppure, se si guarda alla consistente presenza turca nei paesi europei, non è senza sorprese. Anzitutto c’è la Germania, che conta circa 1,4 milioni di elettori turchi registrati: solo il 40,8% di loro si è però recato nei seggi allestiti in tutto il paese. Nonostante si sia a lungo parlato, sui media europei, della censura e delle violazioni del governo contro la libertà di stampa, l’AKP tra i turchi residenti in Germania fa il pieno, arrivando a sfiorare il 60%: una percentuale che, se si fosse replicata in patria, avrebbe affidato mani libere a Erdogan nella modifica della Costituzione senza neppure passare da un referendum confermativo. Non si tratta comunque di un risultato omogeneo in tutto il paese: a Monaco l’AKP conquista il 63,3%, a Berlino “appena” il 48,5%. Una differenza che si legge allo specchio nei risultati del partito filo-curdo HDP, secondo partito tra i turchi di Germania con il 15,9%, più anche dei repubblicani fermi al 14,8%. La differenza dei voti rispetto a cinque mesi fa è tuttavia all’incirca la stessa, in proporzione, di quella verificatasi in patria.

    Numeri assai diversi, in termini assoluti, sono quelli dell’Italia: appena 13.700 gli iscritti al voto, prevalentemente di etnia curda. E infatti l’HDP tocca da noi il 36,9%, ma i voti totali sono soltanto 2019, appena sette in più di quelli ricevuti dall’AKP. Guardando invece agli altri paesi europei con una rilevante presenza turca (benché con un’affluenza alle urne sempre intorno al 40%), i risultati acquistano un peso diverso. In Francia (318.000 elettori registrati), l’AKP arriva al 58,4%, davanti all’HDP che pure conquista un rotondo 25,8%. Addirittura più netto il risultato in Olanda (245.500 elettori): qui l’AKP arriva addirittura al 69,7%, e i filo-curdi finiscono superati anche dai nazionalisti (che invece altrove in Europa ottengono generalmente pochi consensi). Risultato fotocopia in Belgio (133.300 elettori) e in Austria (107.800 elettori), almeno per l’AKP, mentre l’HDP è in entrambi i paesi il secondo partito. Più simili al risultato italiano sono quello svizzero (93.200 elettori) e quello britannico (86.800 elettori), dove il partito filo-curdo vince nettamente, sfondando in Regno Unito addirittura quota 50%. Un’ultima curiosità: tra gli elettori turchi residenti negli Stati Uniti (93.300 circa) il risultato è in controtendenza rispetto ai paesi europei, perché a prevalere nettamente è il partito repubblicano (49,3%), davanti all’HDP e, soltanto terzo, all’AKP.

    @StefanoSavella

     

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