Elezioni europee in Romania, il fortino del PSE

    Mag 1st, 2014
    616 Views
    Il premier rumeno Victor Ponta

    Il premier rumeno Victor Ponta

    Quello che la Romania potrebbe assicurare al Partito socialista europeo è un numero di seggi forse decisivo per la conquista della maggioranza relativa al Parlamento europeo. Sarebbero infatti secondo i sondaggi ben tredici i deputati europei eletti con il Partito socialdemocratico rumeno (PSD) del premier Victor Ponta, che comprende al suo interno altre due formazioni minori. La percentuale che oggi i sondaggi assegnano al PSD è del 41,5%, assai superiore a quella degli altri partiti, tutti sotto il 20%. Alla Romania spettano in totale 32 seggi.

    Cinque anni fa, il PSD vinse le elezioni europee di misura, con 31% contro il 29,7% del Partito democratico liberale (PDL) di centro-destra. La stretta differenza in termini di voti si ritrovò nella distribuzione dei seggi, undici per i socialdemocratici e dieci per i liberali. Questi ultimi, aderenti al PPE, si sono ritrovati nel 2009 a Strasburgo nello stesso gruppo dei tre eletti dell’Unione democratica ungherese di Romania (UDMR) e da Elena Basescu, figlia di Traian Basescu, potente presidente della Repubblica: in totale, quindi, la pattuglia degli eurodeputati del PPE raggiunse quota 14, superando quella dei socialdemocratici. Trovarono posto al Parlamento europeo anche i cinque rappresentanti del Partito nazionale liberale (PNL), aderente all’ALDE, e i tre nazionalisti di Grande Romania.

    I socialdemocratici dovrebbero questa volta aggiudicarsi il numero più alto dei seggi (13), oltre che dei voti. I tre partiti aderenti al Partito popolare europeo, infatti, vale a dire PDL, PMP (Partito del Movimento popolare, fondato pochi mesi fa dai sostenitori del presidente della Repubblica Basescu fuoriusciti dal PDL) e UDMR, sono stimati rispettivamente al 10,6% (4 seggi), al 9% (3 seggi) e al 6,4% (2 seggi). Incrementerebbe invece i consensi il partito nazionale liberale (PNL), partner di maggioranza dei socialdemocratici fino al febbraio scorso, quando è passato all’opposizione, che salirebbe al 15% dei voti e a 6 seggi a Strasburgo. I nazionalisti di Grande Romania sono diventati pressoché irrilevanti fin dalle elezioni politiche del 2012, quando hanno ottenuto appena l’1,4% dei voti e nessun seggio nel Parlamento nazionale. Al loro posto, dovrebbero riuscire a entrare al Parlamento europeo il partito conservatore Forza Civica (FC), di cui non è ancora definita la collocazione in Europa, e soprattutto il partito populista ed euroscettico che prende il nome dal suo fondatore, l’ex presentatore televisivo Dan Diaconescu, reduce dal 14,6% dei voti alle ultime elezioni politiche, che candida il suo leader come capolista.

    @StefanoSavella

    Comments are closed.