Grecia, Mitsotakis eletto leader di Nuova Democrazia

    Gen 11th, 2016
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    Kyriakos Mitsotakis

    Kyriakos Mitsotakis

    A sorpresa, grazie al voto di poco più della metà dei circa 350.000 iscritti, Kyriakos Mitsotakis è stato eletto nuovo leader di Nuova Democrazia, il principale partito di opposizione in Grecia, battendo al ballottaggio il candidato premier uscente Vangelis Meimarakis. La consultazione interna si è resa necessaria dopo un lungo periodo di crisi, nel corso del quale il partito di centro-destra ha cambiato ben tre leader in pochi mesi. Dopo le dimissioni dell’ex premier Antonis Samaras nel luglio 2015, seguite alla sconfitta del sì al referendum sull’accordo per il rientro dal debito, è stato Meimarakis a guidare il partito alle elezioni legislative del 20 settembre. Uscito a sua volta sconfitto dopo la riconferma di Alexis Tsipras a primo ministro, Meimarakis ha ceduto le redini del partito a Ioannis Plakiotakis alla fine del novembre scorso, dopo il rinvio della consultazione online degli iscritti in seguito a problemi tecnici del sistema informatico.

    Il 20 dicembre 2015 si è svolto il primo turno della consultazione per la leadership del partito. Meimarakis, candidato sostenuto dall’establishment, era finito in testa con il 39,8%, davanti a Mitsotakis (figlio di Konstantinos, primo ministro greco dal 1990 al 1993) con il 28,5%, a Apostolos Tzitzikostas con il 20,3% e a Adonis Georgiadis con l’11,4%. Decisivo quindi è stato il sostegno di questi ultimi due candidati. In particolare quello di Tzitzikostas, personalità controversa per essersi mostrato tutt’altro che ostile ad Alba Dorata e per essere stato eletto governatore della Macedonia centrale grazie all’aperto sostegno di altri partiti nazionalisti. A Salonicco, dove Tzitzikostas aveva vinto al primo turno, è stato Mitsotakis a prevalere al ballottaggio di ieri.

    Nonostante questo, Mitsotakis rappresentava, tra i contendenti, il candidato più liberale e il più vicino all’establishment internazionale: 47enne, dopo aver studiato a Harvard e a Stanford e aver lavorato in un’importante banca d’affari londinese, Mitsotakis è diventato parlamentare per la prima volta nel 2004, ed è stato ministro delle Riforme nell’ultimo governo Samaras dal giugno 2013 al gennaio 2015. Tutti i grandi giornali che hanno seguito la competizione per la leadership interna a Nuova Democrazia, come il «Wall Street Journal», avevano chiaramente espresso una preferenza per lui rispetto a Meimarakis, già sconfitto da Tsipras alle ultime elezioni e non considerato in grado di rappresentare una seria alternativa di governo.

    Cosa cambia ora per la politica greca? Dopo l’approvazione in Parlamento delle ultime dure riforme richieste dall’Europa e l’uscita di due deputati (uno da Syriza, uno dai Greci Indipendenti), la maggioranza si è assottigliata scendendo a quota 153, appena tre in più della soglia di governabilità. Nei giorni scorsi, inoltre, Tsipras ha presentato una nuova riforma delle pensioni che prevede tagli dal 15 al 30% per chi lascerà il lavoro a partire dal 2016. L’opposizione ha già dichiarato che farà mancare i suoi voti, e il governo dovrà quindi serrare le fila della sua maggioranza per non correre rischi. Difficilmente però Tsipras potrà usare stavolta, come ha fatto nel settembre scorso, l’arma delle elezioni anticipate per garantirsi il sostegno popolare: negli ultimi sondaggi il consenso per Syriza è sceso sotto il 30%, e Mitsotakis potrebbe rivelarsi un avversario più difficile da battere se riuscirà a rinnovare il volto del suo partito. Senza contare che una Nuova Democrazia più liberale e meno legata al vecchio establishment potrebbe attrarre elettori (e forse anche deputati) di altri partiti centristi come To Potami e Unione di centro.

    @StefanoSavella

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