Spagna, crescono i popolari, resistono i socialisti: effetto Brexit?

    Giu 27th, 2016
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    Fonte: http://spanishvida.com

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    Il voto britannico sull’uscita dall’Unione Europea ha fatto cadere in secondo piano le elezioni spagnole di ieri, convocate appena sei mesi dopo le ultime, concluse senza una maggioranza. E proprio l’effetto Brexit potrebbe essere stato la causa di un risultato sorprendente, almeno rispetto ai sondaggi diffusi durante tutta la campagna elettorale. Le elezioni del 20 dicembre 2015 avevano sancito il crollo dei principali partiti del paese, quello popolare e quello socialista, a vantaggio di due forze nuove come Podemos (a sinistra) e Ciudadanos (nel centro-destra); il voto di ieri non soltanto ferma questo declino, che appariva ormai inesorabile, ma addirittura fa crescere il Partito popolare del premier Mariano Rajoy (che passa da 123 a 137 seggi) e vede resistere al secondo posto, assai più facilmente del previsto, il Partito socialista di Pedro Sánchez (pur ottenendo, con 85 seggi, il peggior risultato dal 1977).

    Nessun sorpasso, dunque: nonostante l’alleanza con Sinistra Unita, Podemos di Pablo Iglesias perde voti in termini assoluti e resta fermo a 71 seggi (sei mesi fa ne aveva ottenuti 69 e Sinistra Unita soltanto 2), molto al di sotto delle aspettative: ed essendo il partito di sinistra quello che incarna più di altri, nel panorama politico spagnolo, la voce critica nei confronti dell’Europa (pur senza aver mai richiesto l’uscita del paese dall’UE), è possibile che l’incertezza post-Brexit, accentuata dal crollo della borsa di Madrid, possa averlo penalizzato. Non può cantare vittoria neppure Ciudadanos: il partito liberale e anti-casta guidato da Albert Rivera perde otto seggi, passando da 40 a 32, e si conferma un partito politico importante ma del tutto sovrastimato negli ultimi dodici mesi.

    Nel complesso, rispetto alle elezioni di sei mesi fa, l’unico partito a guadagnare consensi è quello popolare, mentre restano sostanzialmente sulle loro posizioni i piccoli partiti regionalisti che mantengono la loro presenza in Parlamento. Tra questi, ci sono i partiti catalani favorevoli all’indipendenza, che né i popolari né i socialisti intendono concedere. Potrebbero invece rivestire un ruolo fondamentale due piccoli partiti di centro-destra di carattere regionale, il PNV dei Paesi baschi (5 seggi) e il CC delle isole Canarie (un seggio): sommati a popolari e Ciudadanos, garantirebbero una coalizione di 175 seggi, appena uno in meno della maggioranza assoluta.

    Un risultato insufficiente per governare, ma che consente al Partito popolare di presentarsi alle trattative per la formazione di un governo da una posizione di forza. Anche perché, dalla parte opposta, un ipotetico accordo tra socialisti e Podemos (comunque politicamente difficile) sommerebbe soltanto 156 deputati, addirittura cinque in meno di sei mesi fa. Ecco allora la soluzione più probabile per uscire da una ormai lunghissima crisi politica: un governo di minoranza con popolari e Ciudadanos che possa insediarsi grazie all’astensione dei socialisti (o di una parte di essi). Difficile, invece, l’altra opzione possibile, vale a dire una classica grande coalizione tra popolari e socialisti in stile tedesco. Resta tuttavia da capire chi potrà guidare questo governo: Rajoy ha certamente vinto queste elezioni, ma sia Ciudadanos sia i socialisti potrebbero pretendere un suo passo indietro in cambio del loro sostegno. Una situazione simile a quella di sei mesi fa, ma a questo punto una soluzione diventa indispensabile per evitare una terza, e probabilmente inutile, tornata elettorale.

    @StefanoSavella

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