Austria, la situazione a un mese dal nuovo ballottaggio delle presidenziali

    Ago 30th, 2016
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    Manifesto elettorale di Alexander Van der Bellen contro l'ipotesi dell'uscita dell'Austria dalla UE

    Manifesto elettorale di Alexander Van der Bellen contro l’ipotesi dell’uscita dell’Austria dalla UE

    Dopo la sentenza della Corte costituzionale austriaca del primo luglio scorso, è ripartita la campagna elettorale del ballottaggio delle elezioni presidenziali che si terrà il prossimo 2 ottobre. Senza particolari polemiche, almeno per il momento: complici i mesi estivi, ma soprattutto la difficoltà per la popolazione di tornare ad appassionarsi a dibattiti già ascoltati prima del voto dello scorso 23 maggio, quando il candidato indipendente dei Verdi Alexander Van der Bellen sconfisse per circa 31.000 voti (grazie soprattutto alle schede inviate per corrispondenza) l’esponente del partito euroscettico FPÖ Norbert Hofer. Dover sopportare due volte la stessa campagna elettorale può rivelarsi un’arma puntata contro la partecipazione al voto e quindi a favore dell’astensionismo, ma non è semplice immaginare quale dei due candidati possa essere favorito da questa situazione. In ogni caso non sarebbe affatto sorprendente un deciso calo dell’affluenza alle urne rispetto al 72,3% del ballottaggio, poi annullato, del 23 maggio.

    Rispetto a oltre tre mesi fa, tuttavia, il contesto nazionale e internazionale è in parte mutato. Il voto sulla Brexit, in particolare, e il clamore che ne è seguito potrebbe indebolire Hofer, che ora prova ad attenuare l’ipotesi della “Öxit” (l’uscita dell’Austria dalla UE) suggerendo una maggiore cooperazione con altri paesi dell’Unione come Ungheria, Repubblica Ceca, Slovenia e Croazia. Al contrario, i due attentati terroristici avvenuti a luglio nella vicina Germania (l’assalto in un treno a Wurzburg e l’esplosione di un ordigno ad Ansbach) possono soffiare in direzione contraria, portando voti al candidato della destra in nome di una stretta sul controllo delle frontiere. A livello nazionale, invece, la notizia più rilevante è che il partito socialdemocratico (SPÖ) ha deciso di sostenere con più forza la candidatura di Van der Bellen attraverso le dichiarazioni di voto di numerosi suoi esponenti e una serie di affissioni, pur senza alcun sostegno finanziario diretto.

    E poi ci sono i sondaggi. L’ultimo in ordine di tempo, quello dell’istituto Gallup pubblicato lunedì sul giornale austriaco «Österreich» e condotto su circa 600 persone, vede Hofer in testa con il 53% e lo sfidante ecologista indietro con il 47% (ma con un margine d’errore del 4,5%). Un leggero vantaggio che testimonia però, quando manca ancora poco più di un mese dal voto, una sfida assai incerta. Anche perché Gallup e «Oesterreich» avevano diffuso il 13 maggio scorso, quindi dieci giorni prima del ballottaggio poi annullato, un sondaggio con lo stesso esito, mentre nelle urne a vincere è stato poi, seppur di misura, Van der Bellen. A questo proposito, va ricordato che la decisione della Corte costituzionale di ripetere il voto non è stata dettata dalla scoperta di brogli elettorali, ma da irregolarità nel corso dello spoglio che avrebbero potuto teoricamente provocare brogli a favore dell’uno o dell’altro candidato. Una sentenza controversa anche secondo alcuni costituzionalisti del paese.

    @StefanoSavella

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