Il centro-destra vince le elezioni anticipate in Croazia

    Set 12th, 2016
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    Un risultato a sorpresa, che potrebbe risolvere prima del previsto la crisi politica. A dieci mesi di distanza, i croati sono tornati ieri alle urne per nuove elezioni seguite alla caduta del governo Oreškovic, sostenuto dal partito di centro-destra HDZ e dal partito centrista liberale Most (Il ponte). Tutti i sondaggi della vigilia mostravano favorita la coalizione di centro-sinistra guidata dal partito socialdemocratico SDP dell’ex premier Zoran Milanović, pronto a tornare alla guida del governo di Zagabria dopo un anno di interruzione a causa della sconfitta elettorale del novembre 2015. E invece il risultato elettorale ha mostrato un esito assai diverso, che ha premiato il nuovo leader dell’HDZ, l’europarlamentare Andrej Plenković, che ha riportato il suo partito alla vittoria con 61 seggi, due in più di quelli conquistati dieci mesi fa. Un successo in gran parte personale, considerando che il partito era fino a pochi mesi fa allo sbando dopo le dimissioni dell’ex leader Tomislav Karamarko, coinvolto in un’inchiesta per conflitto di interesse.

    Potrebbe invece rappresentare la fine della carriera politica di Milanović questa seconda sconfitta elettorale in meno di un anno per la sua coalizione di centro-sinistra. Nonostante l’opposizione al governo Oreškovic, i socialdemocratici dell’SDP e i suoi alleati sono passati da 56 a 54 seggi, rendendo così pressoché impossibile la costruzione di una maggioranza in parlamento, per la quale è necessario raggiungere quota 76. L’unica speranza per far rientrare l’SDP al governo è dunque quella di una grande coalizione con il centro-destra, ipotesi alla quale Milanović sembra aver aperto nel corso del suo primo discorso dopo la chiusura delle urne.

    Ma prima di arrivare a questa soluzione, il leader dell’HDZ Plenković potrebbe proporre un nuovo accordo di coalizione al terzo partito più votato, il Most di Božo Petrov, partito liberale e anti-establishment che ha molti punti in comune con i Ciudadanos spagnoli. Dopo aver subito più di una scissione al proprio interno negli ultimi dieci mesi, il Most, con 13 seggi, ha sostanzialmente confermato quelli che aveva nel parlamento uscente (pur avendone conquistati 19 alle elezioni del novembre 2015). Prima del voto Petrov aveva aperto la porta a un governo a guida Plenković, giudicato più presentabile di Milanović: ma non sono escluse sorprese nel corso delle consultazioni. Se dovesse assicurarsi il sostegno del Most, al leader dell’HDZ Plenković basterebbe assicurarsi l’appoggio dei due deputati della lista personale del sindaco di Zagabria Milan Bandić, che già dopo le elezioni del 2015 era entrato in coalizione con HDZ e Most.

    Alle spalle del Most ottiene un ottimo risultato la coalizione di partiti che ruota attorno a Živi Zid (Muro vivente), partito euroscettico guidato dal giovane Ivan Sinčić vicino ai movimenti della sinistra radicale, che passa da uno a otto seggi grazie all’accordo di coalizione con alcuni fuoriusciti del Most capitanati da Ivan Lovrinović. Fin dalla chiusura delle urne, tuttavia, all’interno della coalizione sembrano esserci idee diverse sul rapporto con il centro-sinistra, e bisognerà perciò valutare nei prossimi mesi in parlamento la tenuta di questa variegata coalizione elettorale, che dovrebbe comunque collocarsi per intero all’opposizione.

    @StefanoSavella

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