Berlino al voto, un test elettorale soprattutto per l’SPD

Set 13th, 2016
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Michael Müller, sindaco di Berlino dal 2014

Michael Müller, sindaco di Berlino dal 2014

La prossima sarà un’altra domenica di elezioni in Germania, e stavolta al voto andranno i cittadini della capitale e della sua area metropolitana. Un test molto diverso, quindi, rispetto a quelli delle ultime due settimane. In Meclemburgo-Pomerania orientale, lo scorso 4 settembre, il sorpasso di Alternativa per la Germania ai danni della CDU, proprio nel Land che include il collegio elettorale di Angela Merkel, ha conquistato grande eco su tutti i giornali internazionali (non soltanto italiani), facendo crescere i dubbi sulla popolarità della Cancelliera a un anno circa dalle prossime elezioni federali. Due giorni fa sono andate al voto le città della Bassa Sassonia per il rinnovo delle assemblee municipali. Ben 6,5 milioni gli elettori chiamati alle urne (erano appena 1,3 milioni in Meclemburgo-Pomerania), ma se ne è parlato molto meno: sia perché, come accade ovunque per le elezioni comunali, i temi nazionali scendono in secondo piano rispetto a quelli di carattere locale, sia perché stavolta Alternativa per la Germania si è fermata complessivamente a un discreto 7,8%, mentre la CDU si è confermata primo partito, mantenendo in totale 3 punti circa di vantaggio sull’SPD.

Rispetto a questi due precedenti, il voto di domenica a Berlino può rappresentare un buon punto di sintesi per comprendere lo stato di salute dei partiti tedeschi. Anzitutto per il numero di elettori (due milioni e mezzo, quasi il doppio che in Meclemburgo-Pomerania), poi per il rilievo nazionale di questo appuntamento elettorale (considerato a tutti gli effetti come un’elezione regionale, del resto il parlamento della capitale è composto da ben 141 membri), e infine per la composizione variegata dell’elettorato tra centro e periferia e soprattutto tra Berlino Ovest e Berlino Est. Basti guardare alla suddivisione del voto alle ultime elezioni del 2011, quando la CDU ha ottenuto il 29,5% a Berlino Ovest e appena il 14,2% (meno della metà!) nella parte orientale. E, in maniera speculare, la Linke è volata al 22,7% a Berlino Est e si è fermata ad appena il 4,7% (sotto la soglia di sbarramento) nella parte occidentale.

Non c’era però ancora ai nastri di partenza Alternativa per la Germania, e sarà questo il fattore che modificherà più di ogni altro la suddivisione dei consensi nel voto di domenica: gli ultimissimi sondaggi danno il partito euroscettico tra il 14 e il 15%, in netto recupero rispetto a poche settimane fa, complice anche l’ottimo risultato in Meclemburgo-Pomerania. E a pagarne le spese saranno probabilmente tutti i partiti. Uno, in particolare, scomparirà dal parlamento di Berlino: il Partito pirata, che nel 2011 sfiorò il 9% conquistando 15 seggi, ma tornato nel giro di pochi anni a percentuali da prefisso telefonico. Ma anche per gli altri quattro partiti attualmente rappresentati sarà dura confermare o addirittura incrementare il proprio numero di seggi. Gli unici a poterci provare, secondo i sondaggi, sono la Linke (accreditata del 14%) e il partito liberale FDP, tornato a ridosso dello sbarramento del 5%.

Il loro risultato non sarà irrilevante, perché anche da esso dipenderà la formazione della nuova maggioranza di governo della città. Michael Müller, sindaco dell’SPD dal dicembre 2014 quando ha preso il posto del dimissionario Klaus Wovereit (primo cittadino per più di tredici anni), sarà riconfermato salvo sorprese, ma con un calo consistente che secondo i sondaggi potrebbe portare il partito socialdemocratico dal 28,3% al 22-23%. Un fenomeno simile potrebbe toccare anche alla CDU, che potrebbe scendere dal 23 al 19% circa. A quel punto, la grande coalizione che governa Berlino da cinque anni non avrebbe più i numeri, e tutti gli altri partiti (tranne AfD) tornerebbero in corsa. A partire dai Verdi, dopo che cinque anni fa naufragò a sorpresa l’ipotesi di una coalizione rosso-verde; ma anche la Linke, che è stata in maggioranza durante gran parte dell’era-Wovereit, dal 2002 al 2011.

@StefanoSavella

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