Berlino conferma i nuovi equilibri, si va verso una coalizione di sinistra

    Set 19th, 2016
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    La mappa del voto a Berlino (via spiegel.de)

    La mappa del voto a Berlino (via spiegel.de)

    Il voto di ieri a Berlino avrebbe dovuto confermare gli equilibri politici già visti in Germania nelle settimane e nei mesi scorsi, e così è stato. Ma se, fino alle elezioni regionali di due settimane fa in Meclemburgo-Pomerania orientale, tutta l’attenzione era concentrata a destra – con la CDU di Angela Merkel in difficoltà di fronte alla crescita di Alternativa per la Germania –, i risultati elettorali nella capitale aprono un grande interrogativo anche sul futuro dell’area della sinistra.

    I socialdemocratici dell’SPD conservano il sindaco di Berlino, Michael Müller, in carica già dal dicembre 2014. Ma le buone notizie si fermano qui. Il partito perde quasi sette punti percentuali rispetto al voto di cinque anni fa, conquistando soltanto il 21,6%. Un calo netto, che conferma un trend già visto nelle altre elezioni regionali del 2016: il partito del vicecancelliere Sigmar Gabriel ha infatti perso, nei mesi scorsi, oltre il 10% in Baden-Württemberg e in Sassonia-Anhalt, e il 5% in Meclemburgo-Pomerania, mantenendosi sulle proprie posizioni soltanto in Renania-Palatinato. In questo contesto, non si può parlare di singole débâcle locali: è già suonato il campanello d’allarme in vista delle elezioni federali del prossimo anno. Ed è prevedibile che nei prossimi mesi la stessa leadership di Gabriel quale candidato cancelliere venga messa in discussione: a contenderla potrebbero esserci il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, il sindaco di Amburgo Olaf Scholz e il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier. Nessuno dei tre sembra comunque in grado di battere Angela Merkel, e in ogni caso l’SPD non deciderà il proprio candidato cancelliere prima del maggio 2017.

    Anche i Verdi non possono cantare vittoria dopo il voto di ieri a Berlino, pur se gli equilibri del nuovo Parlamento locale assicurano loro il ritorno nella coalizione che guiderà la città e l’area circostante. Nel 2011, le trattative con l’ex sindaco Klaus Wowereit erano naufragate a sorpresa e l’SPD aveva preferito puntare a una grande coalizione con la CDU. Stavolta i due partiti principali non sommano più da soli la maggioranza assoluta dei seggi, ed ecco che i Verdi diventano decisivi per il governo di Berlino. Eppure, rispetto a cinque anni fa, il partito perde più di due punti percentuali (15,2%) e viene superato dalla Linke, in grande ascesa con il 15,6%, quattro punti in più del 2011. La sinistra radicale diventa anche il primo partito a Berlino Est in seguito al crollo dell’SPD, e aspira ora a entrare nella coalizione di governo insieme a socialdemocratici e Verdi. Sarà questo l’esito assai probabile delle trattative nei prossimi giorni, ma non è scontato: di fronte a eventuali forzature nella ricerca di un accordo di governo, l’SPD potrebbe tornare a guardare alla sua destra, proponendo una coalizione con Verdi e CDU come in Sassonia-Anhalt.

    Già, e a destra? La CDU tocca il punto più basso della sua storia a Berlino (come del resto l’SPD), conquistando il 17,6%. Secondo un sondaggio, la maggioranza degli elettori (e anche quella degli elettori della CDU) attribuisce a Merkel, invece che al segretario locale del partito Frank Henkel, la responsabilità del pessimo risultato. Gli alleati bavaresi della CSU utilizzeranno l’esito del voto per strappare alla Cancelliera una politica più dura nei confronti dei rifugiati, ottenendo un limite agli arrivi. Merkel, da parte sua, proverà a serrare i ranghi approfittando della crisi dell’SPD. A trarre il maggiore vantaggio da questa situazione è però – anche a Berlino – Alternativa per la Germania: il suo 14,2% è il miglior risultato che si potesse attendere (e che sale al 17% a Berlino Est). Si riaffacciano però sulla scena anche i liberali dell’FDP, che tornano a far parte del Parlamento locale grazie al 6,7% dei consensi.

    @StefanoSavella

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