Elezioni in Russia, super maggioranza per il partito di Putin

    Set 22nd, 2016
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    La composizione della nuova Duma: in azzurro i seggi per Russia Unita, il partito di Vladimir Putin

    La composizione della nuova Duma: in azzurro i seggi per Russia Unita, il partito di Vladimir Putin

    Può un sistema elettorale modificare radicalmente la composizione di un Parlamento? In tempi di ipotesi di modifica dell’Italicum, la questione è più attuale che mai. La risposta alla domanda è: sì. Un premio di maggioranza attribuito al partito più votato (al primo turno o al ballottaggio) va chiaramente a modificare la distribuzione proporzionale dei seggi, a vantaggio della “governabilità”, e la sua presenza o meno in una legge elettorale può quindi cambiare del tutto la rappresentanza. Ma non è soltanto il premio di maggioranza ad avere questo potere. E l’esito delle elezioni in Russia di domenica 18 settembre, per il rinnovo dei deputati della Duma, ne è un perfetto esempio.

    Alle elezioni del 2011 tutti i 450 deputati della Duma erano stati eletti con il sistema proporzionale, con una soglia di sbarramento del 7% e un diritto di tribuna (uno o due seggi) per i partiti che avrebbero preso tra il 5 e il 7%. Russia Unita, il partito di Vladimir Putin, aveva conquistato il 49,3% dei voti e 238 voti, poco oltre la maggioranza assoluta. I seggi restanti se li erano divisi i comunisti di Zyuganov (19,2%), il partito Russia Giusta di Mironov (13,2%) e i nazionalisti di Zhirinovsky (11,7%): i tre partiti della cosiddetta “opposizione addomesticata”. Il sistema proporzionale su base nazionale, con una soglia di sbarramento alta, rendeva pressoché impossibile la presenza in Parlamento di altri partiti o, tantomeno, di candidati indipendenti: e infatti soltanto sette partiti riuscirono a presentarsi con le carte in regole per le elezioni su tutto il territorio russo. Yabloko, partito filo-europeo più chiaramente ostile a Putin, si era fermato al 3,5%.

    Per le elezioni del 2016, Putin ha voluto invece ripristinare il sistema elettorale in vigore fino al 2003: soltanto la metà dei 450 deputati vengono eletti con il sistema proporzionale, mentre l’altra metà viene selezionata con altrettanti collegi uninominali sparsi in tutto il paese, a turno unico, per cui viene eletto il deputato che ottiene più voti. In pratica, un sistema simile al vecchio Mattarellum (anche se in quel caso la percentuale di seggi attribuiti con i collegi uninominali era il 75%, non il 50%). L’intenzione, sulla carta, era quella di garantire più rappresentanza, perché nei collegi avrebbero potuto presentarsi (e potenzialmente vincere) anche candidati indipendenti o di piccoli partiti.

    Ma i russi non sembrano essere rimasti convinti da questa operazione. Infatti l’affluenza alle urne è crollata, secondo i dati ufficiali, dal 60,1 al 47,8% (stime non ufficiali riportano cifre ancora più basse). E soprattutto la suddivisione dei seggi nella nuova Duma ha consegnato a Russia Unita una maggioranza mai vista prima: ben 343 seggi su 450. Cosa è accaduto? Molto semplice. Nella quota proporzionale (con lo sbarramento sceso al 5%), Russia Unita ha conquistato il 54,2% dei voti, e sarebbe già bastato per conservare una solida maggioranza assoluta. Ma l’incremento di oltre 100 seggi rispetto al 2011 è stato dovuto proprio al meccanismo dei collegi uninominali, che avrebbero rendere più democratico il sistema e più diversificata la rappresentanza: Russia Unita ha infatti vinto in ben 203 collegi su 225, quindi in circa il 90% di essi. Una percentuale ben poco democratica… Al di là delle testimonianze di brogli, che pure sono state numerose, Russia Unita ha tratto vantaggio dall’enorme vantaggio rispetto a tutta l’area dell’opposizione, divisa al sua interno tra partiti non ostili al presidente e altri che ne contestano la deriva autocratica. In questo contesto, era inevitabile che i candidati di Russia Unita nei collegi facessero man bassa di vittorie. Garantendo a Putin il totale controllo della Duma in vista delle elezioni presidenziali del 2018.

    @StefanoSavella

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