Il Partito Pirata alle elezioni europee, ultima fermata?

    Mag 5th, 2014
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    Dopo aver raggiunto negli ultimi anni in Europa, pur se a macchia di leopardo, percentuali non trascurabili, queste elezioni europee potrebbero rivelarsi l’ultima fermata per il Partito Pirata. Malgrado quel consenso che avevano maturato, e nonostante siano stati rappresentati al Parlamento europeo, infatti, oggi i Pirati sono scomparsi pressoché ovunque dai radar dei sondaggi ufficiali (fanno eccezione quelli diffusi esclusivamente in rete, dove i Pirati si caratterizzano per una forte attività di influencing). E tuttavia a queste elezioni si presentano, quasi con lo stesso simbolo (una bandiera nera al vento), in quindici paesi su ventotto: Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna, Svezia, Finlandia, Estonia, Croazia, Slovenia, Grecia, Repubblica Ceca, Austria, Polonia, Olanda e Lussemburgo.

    Proprio in virtù di questa presenza in più della metà degli Stati, i Pirati hanno presentato, pur se in ritardo, il loro ticket per la presidenza della Commissione, composto, come per i Verdi, da un uomo e una donna: la svedese Amelia Andersdotter (26 anni, la rappresentante più giovane in assoluto dell’ultimo Parlamento europeo) e il finlandese Peter Sunde, uno dei fondatori del sito The Pirate Bay. Per questo motivo, Andersdotter ha anche lamentato l’esclusione dal dibattito tra i candidati alla presidenza che si è svolto lo scorso 28 aprile a Maastricht. Una decisione che gli organizzatori hanno motivato con l’adesione dei due eurodeputati pirati uscenti (Andersdotter e il connazionale Christian Engström) al gruppo dei Verdi, per i quali ha partecipato al dibattito la candidata Ska Keller.

    A tirare la volata per confermare la propria rappresentanza a Strasburgo sarà proprio il Partito Pirata svedese, che nel 2009 ottenne un incredibile successo, con il 7,1% che gli consentì di diventare il quinto partito del paese e di eleggere un eurodeputato (divenuti due dopo l’entrata in vigore del trattato di Lisbona a fine 2009). Anche a queste elezioni i capolista del partito saranno Engström e Andersdotter. Confermare il risultato di cinque anni fa sarà però molto difficile: già alle elezioni politiche del 2010 il Partito Pirata scivolò allo 0,7% dei voti e rimase escluso dalla distribuzione dei seggi nel Parlamento nazionale. Nell’ultimo sondaggio diffuso il 17 aprile scorso, il Partito Pirata è sotto il 3% e non otterrebbe alcun seggio.

    Anche in Finlandia, nonostante la candidatura di Sunde, non dovrebbero al momento scattare seggi per i Pirati. Ma la rappresentanza al Parlamento europeo continuerà ad essere garantita grazie alla Germania, dove la Corte Costituzionale ha rimosso la soglia di sbarramento del 3% prevista dalla legge elettorale. Ciò aprirà le porte dell’aula di Strasburgo anche ai partiti minori, primo fra tutti proprio il Partito Pirata, stimato intorno al 2% e che può conquistare uno o addirittura due seggi. A Strasburgo dovrebbe perciò arrivare quasi certamente la capolista del partito, Julia Reda, ventisette anni, iscritta ai Pirati dopo una militanza giovanile nell’SPD (come racconta in questa intervista in italiano su Cafebabel). Non è invece ancora chiaro se aderirà al gruppo dei Verdi, come i precedessori svedesi, o se resterà tra i Non Iscritti. L’ipotesi dell’ingresso in un nuovo gruppo guidato dal Movimento 5 Stelle è al momento pura fantapolitica: a dividere i Pirati tedeschi e il movimento di Grillo ci sono le parole contro l’euro di quest’ultimo e l’accusa di populismo formulata nei suoi confronti dal leader del partito tedesco.

    L’unico altro paese nel quale i Pirati potrebbero raggiungere una percentuale rilevante è la Repubblica Ceca, dove i Pirati esprimono un senatore eletto nel 2012 (Libor Michálek). I sondaggi accreditano il partito del 3,5%, che non sarà tuttavia sufficiente a superare la soglia di sbarramento del 5%. E l’Italia? Il Partito Pirata esiste ma non ha partecipato alle ultime elezioni politiche. Nonostante i temi affrontati possano apparire affini a quelli del Movimento 5 Stelle, alle elezioni europee i Pirati italiani sostengono ufficialmente la lista Un’altra Europa con Tsipras.

    @StefanoSavella

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