Primarie del centro-destra in Francia, Sarkozy cerca la rimonta

    Ott 17th, 2016
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    Un'immagine del primo dei tre dibattiti televisivi tra i candidati alla presidenza dei Repubblicani francesi

    Un’immagine del primo dei tre dibattiti televisivi tra i candidati alla presidenza dei Repubblicani francesi

    Manca poco più di un mese in Francia alle primarie del principale partito di centro-destra per scegliere il candidato alle elezioni presidenziali del 2017. Non essendo mai stata in discussione la leadership di Marine Le Pen per il Front National, e con il Partito socialista ancora in attesa di sapere se François Hollande vorrà ricandidarsi, tutte le attenzioni sono ora concentrate proprio sui Repubblicani (l’ex UMP). La sfida per la leadership, peraltro, è iniziata già da tempo: era l’agosto 2014 quando Alain Juppé, già primo ministro sotto la presidenza di Jacques Chirac e attuale sindaco di Bordeaux, si è candidato sfidando Nicolas Sarkozy, che ha ripreso la guida del partito dopo la sconfitta alle presidenziali del 2012 portandolo anche al cambio di denominazione.

    La data nella quale iscritti e simpatizzanti dei Repubblicani andranno al voto è il 20 novembre, con un ballottaggio sette giorni più tardi se nessuno dei candidati (come appare probabile) otterrà più del 50% al primo turno. Saranno dunque, per la prima volta nella storia del partito, primarie aperte (con un contributo di 2 euro, sul modello italiano), e questo aspetto modificherà radicalmente il risultato finale, specialmente in presenza di un’alta affluenza negli oltre 10.300 seggi che saranno allestiti in tutto il paese. Alla sfida per la leadership del partito del 2014, ad esempio, Sarkozy vinse con il 64,5% dei voti già al primo turno, ma potevano votare in quell’occasione soltanto gli iscritti. Stavolta, invece, potrebbero essere proprio i simpatizzanti a cambiare gli equilibri.

    Favorito di tutti i sondaggi è da tempo Juppé, che incarna la corrente più moderata del partito (non a caso ha già ottenuto l’endorsement di François Bayrou, storico leader del principale partito centrista del paese, già protagonista delle presidenziali del 2007 quando ottenne oltre il 18,5%). A 72 anni, pur avendo incluso nel suo programma una serie di restrizioni per gli stranieri che intendono trasferirsi in Francia (anche per motivi di studio e di lavoro), egli rappresenta il volto più europeista e liberale rispetto a un Sarkozy che ha accentrato sempre più il suo programma sui temi dell’identità nazionale e della sicurezza.

    Tra gli elettori francesi, complessivamente, Juppé distanzia Sarkozy nei sondaggi di oltre dieci punti: ma i rapporti di forza cambiano se si prendono in considerazione gli elettori più vicini alle posizioni della destra. Ciò significa che a stabilire il vincitore nel probabile ballottaggio tra i due saranno proprio i non iscritti al partito: se gli elettori dei partiti di centro o del Partito socialista delusi da Hollande andranno a votare per Juppé, per quest’ultimo la vittoria sarà scontata (ed è questo, stando ai sondaggi, l’esito al momento più probabile). Sarkozy, invece, deve puntare a convincere non soltanto l’elettorato più tradizionale del partito, ma anche almeno una parte di coloro che, alle ultime elezioni europee, hanno votato il Front National.

    A fare da ago della bilancia ci saranno però anche i numerosi altri candidati alla leadership, senza speranze concrete di vittoria. Su tutti, Bruno Le Maire, ex ministro dell’Agricoltura e già candidato contro Sarkozy nel 2014, quando ottenne un sorprendente 29,2% dei consensi: 47 anni, accreditato del 12% circa nei sondaggi, Le Maire potrebbe ottenere un incarico importante, forse anche quello di primo ministro, se il candidato che vincerà le primarie dei Repubblicani diventerà presidente della Repubblica nel 2017. Ma la lotta per il terzo posto vede protagonista anche François Fillon, ex premier proprio durante il mandato da presidente di Sarkozy. Assai più lontani gli altri candidati, ben undici, tra cui l’ex candidata sindaco di Parigi Nathalie Kosciusko-Morizet e Jean-François Copé, leader del partito dal 2012 al 2014, prima del rientro sulla scena di Sarkozy.

    @StefanoSavella

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