Fillon prevale al primo turno, domenica il ballottaggio con Juppé

    Nov 21st, 2016
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    Da sinistra a destra: Fillon, Sarkozy, Juppé (fonte: http://www.lejdd.fr)

    Da sinistra a destra: Fillon, Sarkozy, Juppé (fonte: http://www.lejdd.fr)

    Nell’ultima settimana tutti i sondaggi per le primarie dei Repubblicani francesi (il principale partito di centro-destra) avevano rilevato una crescita eccezionale nei consensi per François Fillon, ex primo ministro nei cinque anni della presidenza Sarkozy (2007-2012). Il trend si è poi ulteriormente consolidato nelle 24 ore precedenti il voto, e si è manifestato nelle urne, con un risultato del tutto imprevedibile fino a un paio di settimane fa. Fillon, quindi, passa da outsider a grande favorito per la candidatura a presidente della Repubblica, grazie alla vittoria al primo turno delle primarie con il 44,1%. Il suo sfidante al ballottaggio di domenica prossima sarà Alain Juppé, che ha visto aprirsi una voragine di voti probabilmente non più colmabile con il suo avversario: Juppé, anche lui ex primo ministro ma alla metà degli anni Novanta, si è infatti fermato al 28,6%, decisamente al di sotto delle attese. Eppure l’altissima affluenza alle urne, che ha superato i 4 milioni di votanti, avrebbe dovuto favorirlo, nell’ipotesi in cui si fossero recati alle urne molti elettori di centro o di centro-sinistra. Niente di tutto questo: Juppé sembra essere arrivato all’appuntamento delle primarie logorato da una campagna elettorale lunghissima, avviata addirittura nell’estate del 2014.

    La vittoria di Juppé al ballottaggio è resa ulteriormente complicata dal sostegno che è arrivato a Fillon dal grande sconfitto del voto di ieri, l’ex presidente francese Nicolas Sarkozy: fermo al 20,6% delle preferenze, ha dichiarato di voler abbandonare la politica, e quindi anche la carica di presidente del partito, riconquistata nel dicembre del 2014. Non è bastata a Sarkozy una campagna elettorale tutta basata sui temi della sicurezza, del contrasto all’immigrazione, della retorica nazionalista. I numerosi elettori del centro-destra che erano ancora indecisi fino a pochi giorni prima del voto hanno preferito la figura più “presidenziale” di Fillon, senza che ciò conducesse a un indebolimento delle proposte tradizionali della destra. Il programma di Fillon è infatti dichiaratamente di ispirazione thatcheriana: tagli alla spesa pubblica, riduzione delle tasse, incremento dell’età pensionabile, revisione della legge sulle 35 ore. Ciò vale anche per la politica estera: Fillon ha annunciato di voler chiedere la fine delle sanzioni economiche dell’Unione europea nei confronti della Russia, mentre Juppé ha una posizione più rigida e in linea con l’asse Obama-Merkel. Con Trump alla Casa Bianca e Fillon all’Eliseo, sarà dura per la cancelliera mantenere la linea dura verso Mosca.

    Il discorso in cui Sarkozy accetta la sconfitta alle primarie

    La strada verso le presidenziali (primo turno 23 aprile, eventuale ballottaggio 7 maggio) è ancora lunga. Manca ancora il candidato del Partito socialista, che terrà le primarie il 22 e 29 gennaio; sarà necessario pesare la candidatura dell’ex ministro delle Finanze Emmanuel Macron; il leader del partito centrista MoDem, François Bayrou, che aveva annunciato di voler sostenere Juppé, potrebbe riproporre la sua candidatura in caso di vittoria di Fillon; e Marine Le Pen potrebbe incrementare i suoi consensi soffiando sul fuoco dell’allerta terrorismo e dell’immigrazione. In questo scenario così fluido, è ancora presto per dire con certezza che sia Fillon sia Juppé saranno in grado di battere Le Pen al ballottaggio delle presidenziali (anche se oggi i sondaggi dicono questo). Quel che è certo è che Fillon parte in  vantaggio per il ballottaggio di domenica prossima, avendo ottenuto il sostegno anche di altri importanti esponenti dei Repubblicani oltre a Sarkozy, come Bruno La Maire (anche lui candidato alle primarie, ha chiuso con un deludente 2,4%) e l’ex ministra Nadine Morano.

    @StefanoSavella

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