Il Partito socialista francese si affida a Valls anche per le europee

    Mag 6th, 2014
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    Il primo ministro francese Manuel Valls ha ottenuto la fiducia dell’assemblea nazionale lo scorso 8 aprile. Si trova quindi nella cosiddetta “luna di miele” con i francesi: lo testimonia un sondaggio di domenica scorsa dell’istituto BVA, secondo il quale quasi due francesi su tre (esattamente il 64%) considera Valls un primo ministro molto (5%) o abbastanza buono (59%). Valls è considerato poco di sinistra dai suoi stessi elettori, ma a lui sono affidate soprattutto le speranze sulla riduzione del debito pubblico. Per la maggioranza degli intervistati, inoltre, potrebbe essere un buon presidente della Repubblica: considerando che il declino della popolarità di François Hollande sembra inarrestabile, e che lo stesso attuale presidente recentemente non ha escluso la sua uscita di scena al termine di questo mandato, il nome di Manuel Valls diventa a questo punto quello del probabile candidato socialista alle presidenziali del 2017 contro Nicolas Sarkozy e Marine Le Pen.

    Il confronto tra Valls e Sarkozy è peraltro su più fronti: entrambi sono stati ministri dell’Interno e si sono occupati, in modo diverso, di immigrazione; ed entrambi, in politica economica, chiedono un cambio più favorevole dell’euro per creare crescita e posti di lavoro. In particolare, la richiesta posta da Valls alla Banca Centrale Europea è quella adottare misure non convenzionali per indebolire l’euro rispetto al dollaro: una dichiarazione che, secondo Peter Spiegel del «Financial Times», rende Valls un «Sarkozy di sinistra».

    Il Partito socialista francese, in difficoltà nei sondaggi per le elezioni europee (anche se dovrebbe addirittura recuperare qualche punto rispetto a cinque anni fa), si affida a Valls anche per la campagna elettorale, sfruttando il suo consenso. «Non lasceremo il campo all’estrema destra che non ama né la Francia né l’Europa», ha affermato sabato scorso avviando la campagna elettorale del partito in un incontro con i giovani socialisti a Nogent-sur-Marne, e rivendicando la sua posizione europeista: «L’identità francese e l’identità europea sono complementari». Ha inoltre rilanciato temi tradizionalmente di sinistra, come la tassa sulle transazioni finanziarie, il salario minimo europeo e la lotta ai paradisi fiscali.

    La sfida europeista lanciata da Valls dovrà confrontarsi però con un’opinione pubblica mai così avversa all’Europa. Un sondaggio diffuso ieri da «Libération» mostra come il 49% dei francesi ha perso fiducia nell’UE e il 52% la ritiene addirittura «penalizzante»; tuttavia, il 60% si dichiara contrario all’uscita dall’Unione e il 59% lo è ad abbandonare la moneta unica.

    @StefanoSavella

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