Romania al voto, larga vittoria del Partito socialista

    Dic 12th, 2016
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    Il leader del Partito socialista, Liviu Dragnea (fonte: http://www.romaniajournal.ro)

    Il leader del Partito socialista, Liviu Dragnea (fonte: http://www.romaniajournal.ro)

    È andata oltre le previsioni la vittoria del Partito socialista alle elezioni di ieri in Romania. Una vittoria aiutata anche dall’affluenza alle urne scesa sotto il 40%, che ha favorito il partito più organizzato nel paese: segnale, però, di una disaffezione verso la politica che in Romania ha acquisito dimensioni imponenti, specialmente nelle generazioni più giovani. I numerosi casi di corruzione non sono finiti dopo l’ascesa di Klaus Iohannis alla presidenza della Repubblica e la successiva nomina del tecnico Dacian Ciolos, ex commissario europeo all’Agricoltura, al ruolo di primo ministro. Entrambi hanno fatto della battaglia contro la corruzione la loro bandiera, ma a prevalere, nel voto di ieri, è stato proprio il partito che più di altri ha subìto accuse e processi negli ultimi anni.

    Il Partito socialista (insieme ai suoi alleati minori) ha conquistato il 45,9% dei voti, ottenendo così la maggioranza alla Camera e al Senato. «Un risultato storico e un enorme carico di responsabilità», ha dichiarato a caldo il leader socialista Liviu Dragnea. Il quale, tuttavia, potrebbe non ricevere dal presidente della Repubblica l’incarico di formare un nuovo governo a causa dei suoi trascorsi giudiziari. Nel corso delle consultazioni, che inizieranno nei prossimi giorni, il Partito socialista potrebbe perciò proporre un nome alternativo per la premiership: in prima fila c’è il nome di Vasile Dincu, esponente socialista e attuale vicepremier nel governo Ciolos, che è sostenuto da tutte le principali forze politiche.

    Grandi sconfitti di queste elezioni sono i due principali partiti che sostenevano una riconferma di Dacian Ciolos alla guida del governo, vale a dire il Partito nazionale liberale (che è anche il principale partito di centro-destra) e il nuovo partito Unione per la salvezza della Romania, esterno ai tradizionali schieramenti e a favore dell’impegno della società civile in politica (è guidato da Nicusor Dan, un matematico, già candidato sindaco di Bucarest da indipendente). Quest’ultimo partito, alla sua prima prova elettorale nazionale, ha comunque ottenuto un buon 8,5%, collocandosi come terza forza politica del paese; più netta la sconfitta del Partito nazionale liberale, fermo al 19,9%. La sua leader, Alina Gorghiu, ha comunque dichiarato che resta in campo il suo progetto di confermare Ciolos a capo del governo, se continuerà ad avere il sostegno anche dei socialisti; in caso contrario, il Partito nazionale liberale (così come l’Unione per la salvezza della Romania) resterà all’opposizione.

    Si garantiscono la presenza in Parlamento anche il partito della minoranza ungherese UDMR (6,3%), il partito liberal-democratico ALDE (5,6%, potrebbe entrare in un governo guidato dal Partito socialista) e il partito dell’ex presidente della Repubblica Traian Basescu PMP (5,1%, andrà all’opposizione).

     

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