Francia, chi sono i candidati alle primarie del centro-sinistra

    Dic 18th, 2016
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    I sette candidati alle primarie del centro-sinistra in Francia (fonte: http://brabant-wallon.lacapitale.be)

    I sette candidati alle primarie del centro-sinistra in Francia (fonte: http://brabant-wallon.lacapitale.be)

    Sono stati ufficializzati ieri i nomi dei sette candidati alle primarie del centro-sinistra in Francia, che si terranno il 22 (primo turno) e il 29 gennaio (eventuale ballottaggio). Una sfida che è l’ultima occasione, per il Partito socialista e i suoi alleati, di provare a evitare quello che appare lo scenario più probabile delle elezioni presidenziali della prossima primavera, vale a dire un ballottaggio tra il candidato del centro-destra François Fillon e la leader del Front National Marine Le Pen.

    Non parteciperà alle primarie del centro-sinistra, come previsto, Emmanuel Macron, ex ministro delle Finanze scelto da François Hollande, in pista come candidato indipendente con il suo movimento En Marche. Al momento potrebbe essere lui a piazzarsi alle spalle dei due candidati della destra, stando a quanto rilevano gli ancora prematuri sondaggi (che diventeranno più affidabili quando sarà noto il nome del candidato del centro-sinistra). E un aiuto ulteriore arriverebbe a Macron se importanti esponenti socialisti dovessero sostenere lui alle presidenziali invece del candidato ufficiale del partito. Per adesso, Macron conduce la sua campagna elettorale con grande euforia, come dimostra la conclusione del suo discorso di sabato 10 dicembre davanti a 15.000 sostenitori.

    Il favorito, sulla carta, alle primarie del centro-sinistra è sicuramente Manuel Valls, primo ministro fino a pochi giorni fa, quando si è dimesso per dedicarsi alla campagna elettorale. Scelto da Hollande nel 2014 avendo ben operato come ministro dell’Interno, ha visto cadere a picco la sua popolarità insieme a quella del presidente cui ha legato le sue sorti. Ora tenta l’impresa di raccogliere attorno a sé l’elettorato socialista per poi giocare le sue (non numerosissime) carte alle presidenziali. Ma dovrà prima convincere gli elettori più di sinistra della coalizione, attratti semmai dalla candidatura di Arnaud Montebourg, ex ministro dell’Industria e noto per essersi schierato contro le misure di austerità in Francia e in Europa.

    Le ricette economiche di Valls e quelle di Montebourg sono diverse, e diversa sarà perciò la loro capacità di attrazione sull’elettorato alle presidenziali. Una vittoria di Montebourg, ad esempio, indebolirebbe la candidatura di Jean-Luc Melenchon, alfiere della sinistra radicale, ma potrebbe lasciare spazi ancor più ampi a Macron. Ecco perché, in attesa di capire quale sarà il profilo del candidato socialista scelto dalle primarie, i sondaggi sulle presidenziali oggi vanno presi con grande cautela.

    L’ipotesi di un ballottaggio tra Valls e Montebourg alle primarie non tiene però conto dell’eventuale exploit di uno degli altri cinque candidati. Come l’eurodeputato Vincent Peillon, anch’egli vicino all’ala sinistra del partito, ministro dell’Istruzione dal 2012 al 2014. O come l’altro ex ministro dell’Istruzione, Benoit Hamon. Meno chances, invece, per gli altri tre: Jean-Luc Bennahmias, ex eurodeputato dei Verdi, che due anni fa ha fondato il piccolo partito centrista Front Démocrate; Sylvia Pinel, leader del Partito radicale di sinistra, altra piccola formazione del centro-sinistra francese; e François de Rugy, esponente del Partito ecologista, nato da una scissione dal principale partito ambientalista francese, Europe Ecologie.

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