Romania, varato il nuovo governo: ecco i nomi

    Gen 5th, 2017
    653 Views
    Sorin Grindeanu e Liviu Dragnea

    Sorin Grindeanu e Liviu Dragnea

    Ha ottenuto ieri la fiducia del Parlamento rumeno il nuovo governo di centro-sinistra seguito alle elezioni dell’11 dicembre scorso. Una crisi istituzionale risolta, dunque, in poche settimane, nonostante le frizioni tra il leader del Partito socialdemocratico Liviu Dragnea (ora presidente della Camera) e il capo dello Stato Klaus Iohannis, vicino al centro-destra. L’accordo per il primo ministro è stato trovato sul nome di Sorin Grindeanu, 43 anni, figura di secondo piano della politica rumena e del partito. Deputato dal 2012, è stato per un breve periodo (undici mesi) ministro delle Tecomunicazioni nell’ultimo governo socialdemocratico di Victor Ponta tra il 2014 e il 2015. Nel 2016 è stato inoltre nominato presidente della provincia di Timiș, la più occidentale del paese, al confine con Serbia e Ungheria.

    Nonostante non fosse particolarmente noto prima della nomina a primo ministro, Grindeanu possiede due qualità: è molto vicino al leader del partito Dragnea, che non ha potuto ambire alla carica a causa di una condanna a due anni per frode elettorale, ed è un volto giovane e tutto sommato nuovo, in modo da andare incontro alle istanze di rinnovamento della politica particolarmente forti anche in Romania, e specialmente nella popolazione delle grandi città, come dimostra il discreto risultato elettorale dell’Unione per la Salvezza della Romania (USR), un nuovo partito fondato dal matematico Nicusor Dan.

    Anche la composizione del governo rispecchia, in larga misura, questa doppia necessità: quella di apparire in continuità con la classe dirigente socialdemocratica nei governi precedenti, affidando maggiori responsabilità a volti nuovi. Vicepremier è stata nominata, ad esempio, Sevil Shhaideh, l’esponente della minoranza turco-tatara che era stata indicata in un primo momento per la carica di primo ministro (sarebbe stata la prima donna musulmana ad avere questo ruolo in Europa): a lei è stata affidata anche la delega agli Affari regionali e comunitari. Anche l’altro vicepremier è un volto nuovo e in ascesa nella politica rumena: Daniel Constantin ha 38 anni e guida il Partito liberal-democratico (ALDE) insieme al più esperto Calin Popescu-Tariceanu. L’ALDE è il partner di minoranza della coalizione di governo di centro-sinistra. Constantin è comunque già stato ministro dell’Agricoltura per tre anni e mezzo dal 2012 al 2015.

    Assai più in continuità è stata invece la nomina del nuovo ministro degli Esteri: Teodor Melescanu ha infatti 75 anni e ha già ricoperto questa carica oltre vent’anni fa, tra il 1992 e il 1996. Una personalità di sicura esperienza, dunque, e oltretutto d’ispirazione moderata, essendo stato eletto in passato in Parlamento sia con il centro-sinistra che con il centro-destra. È stato inoltre tra i principali sostenitori dello scudo antimissile statunitense e della Nato installato sul territorio rumeno e inaugurato sei mesi fa.

    Assai più controversa la nomina a ministro dell’Economia di Alexandru Petrescu. Direttore generale delle Poste dal 2014, sotto la sua direzione la società ha subìto gravi perdite ed è stata multata per violazione degli obblighi di non discriminazione e trasparenza. Al ministero dell’Interno va invece un’altra fedelissima di Dragnea: Carmen Dan, 47 anni, già prefetto della provincia di Teleorman, all’estremità meridionale del paese, è alla sua prima legislatura. Al contrario del nuovo ministro delle Finanze, Viorel Stefan, 62 anni e presente in Parlamento già da venti. Al ministero del Lavoro e della Giustizia sociale va invece una sindaca: Lia Vasilescu, da cinque anni alla guida della città di Craiova.

    Comments are closed.