Lituania, il 25 maggio il ballottaggio per le presidenziali

    Mag 12th, 2014
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    Delia Grybauskaité non ce l’ha fatta e la Lituania andrà al voto il 25 maggio non soltanto per le elezioni europee ma anche per il ballottaggio delle presidenziali. La presidente in carica si è fermata al 46,61% dei voti e dovrà quindi attendere altri quindici giorni per la sua comunque certa riconferma. Ha infatti distanziato di ben 33 punti percentuali e di 430.000 voti complessivi il suo sfidante, il socialdemocratico Zigmantas Balčytis, fermo al 13,84%. Quest’ultimo ha dovuto però soffrire più del previsto per arrivare al ballottaggio: all’inizio dello spoglio era infatti superato dall’ex presidente Artūras Paulauskas, che alla fine è giunto a soli 21.000 voti dal contendere la presidenza a Grybauskaité. Positivi anche i risultati degli altri candidati: l’indipendente Naglis Puteikis ha ottenuto il 9,47%, il rappresentante della minoranza polacca, Valdemar Tomaševski, l’8,36%, mentre il sindaco di Vilnius Artūras Zuokas si è fermato al 5,3% e Bronis Ropė del partito agrario al 4,21%.

    Malgrado la grande distanza che la separa dai suoi sfidanti, Grybauskaité ha visto certamente indebolire il suo consenso rispetto a cinque anni fa: in termini assoluti, domenica ha ottenuto circa 610.000 voti rispetto ai 950.000 del 2009. E non basta a giustificare questo forte calo con la candidatura di Paulaskas. Mentre cinque anni fa la presidente si era presentata come candidata indipendente, attingendo anche all’elettorato di centro-sinistra, questa volta, dopo il suo primo mandato nel quale si è caratterizzata per le sue istanze conservatrici, ha potuto contare prevalentemente sui consensi dei partiti di centro-destra che la supportano, oltre che da coloro che continuano ad apprezzarla al di là degli schieramenti politici.

    L’election day del 25 maggio potrebbe ulteriormente far erodere consenso alla presidente in carica. I sondaggi prevedono infatti il successo del partito socialdemocratico al governo del paese baltico, che potrebbe ottenere cinque seggi rispetto ai tre del 2009. Il partito di centro-destra Unione patriottica potrebbe dimezzare sia i suoi eurodeputati (da quattro a due) sia la sua percentuale di voti, e secondo l’ultimo sondaggio disponibile sarebbe superato anche dal partito di estrema destra Ordine e giustizia, che confermerebbe i suoi due deputati a Strasburgo ma potrebbe salire al 17% dei voti, il suo massimo storico (anche su questo partito andranno puntati i fari quando dovranno costituirsi i gruppi della destra euroscettica al Parlamento europeo: negli ultimi cinque anni i suoi deputati sono stati iscritti al gruppo EFD di Nigel Farage). Infine potrebbero confermare il proprio seggio a Strasburgo due partiti aderenti in Europa ai liberal-democratici dell’ALDE: il Partito del lavoro e il Movimento liberale.

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