Congresso CDU, lo scenario per il dopo-Merkel

    Feb 27th, 2018
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    Annegret Kramp-Karrenbauer

    Annegret Kramp-Karrenbauer

    Mentre tutti attendono il risultato della consultazione interna all’SPD sulla nuova grande coalizione, la CDU compie alcuni passi verso il dopo-Merkel. E lo fa nel giorno in cui ufficializza la sua larghissima adesione alla grande coalizione, con il voto del 96% dei delegati.

    Il primo passo è l’elezione di Annegret Kramp-Karrenbauer a segretaria generale del partito, avvenuta nella stessa sessione congressuale con un consenso pressoché unanime, 785 voti su 794 validi. Sui giornali italiani Kramp-Karrenbauer è stata definita come l’«erede designata» di Angela Merkel; in realtà la carica che le è stata affidata non la rende automaticamente in pole position per la successione alla cancelleria. Tra il 2005 e il 2017 si sono succeduti alla segreteria generale della CDU tre uomini politici (Ronald Pofalla, Hermann Gröhe, Peter Tauber) relativamente di secondo piano, che si sono dedicati all’organizzazione del partito restando, durante il loro mandato, fuori dai governi a guida Merkel. La stessa Kramp-Karrenbauer ha un curriculum politico esclusivamente di livello locale, avendo ottenuto cariche soltanto all’interno del governo regionale della Saar, il piccolo Land tedesco al confine con la Francia (ha meno di un milione di abitanti). Troppo poco probabilmente per poter aspirare, di qui a pochi anni, alla guida del paese.

    Ben più importanti sono i nomi dei sei ministri della CDU nel prossimo governo di grande coalizione, se la base dell’SPD confermerà l’adesione di quel partito. Ed è tra questi sei che potrebbe invece arrivare, con più probabilità, il nome del vero erede della cancelliera. Un posto nel prossimo governo se l’è assicurato Jens Spahn, 37enne astro nascente del partito, uno dei principali rivali di Merkel nel dibattito interno degli ultimi mesi e fortemente sostenuto dal movimento giovanile della CDU. Il ministero della Salute non è certamente tra le posizioni più quotate per un futuro da cancelliere, e Spahn sarà ora costretto ad ammorbidire i toni sulle politiche di Merkel: eppure potrebbe rivelarsi una buona base di partenza per ampliare il proprio consenso all’interno degli iscritti.

    Il ministero più pesante tra quelli che andrebbero alla CDU – in seguito alla concessione all’SPD di Esteri e Finanze, e agli alleati bavaresi della CSU del ministero dell’Interno – è quello allo Sviluppo Economico, che sarà affidato a Peter Altmaier, ministro delle Finanze ad interim dall’ottobre scorso e molto vicino alla cancelliera, essendo stato anche suo capo di gabinetto nella precedente legislatura. Quest’ultimo incarico verrebbe invece affidato a Helge Braun, anch’egli con una lunga carriera e nel partito e poi, negli ultimi anni, al governo, seppure in posizione defilata.

    Confermato al ministero della Difesa, invece, un altro nome forte per il dopo-Merkel, quello di Ursula von der Leyen, che ricopre cariche di governo ininterrottamente dal 2005 (prima alla Salute, poi alle Politiche giovanili, quindi al Lavoro e ora alla Difesa). Un’altra donna andrà al ministero dell’Agricoltura: Julia Klöckner, profilo moderato e leader della CDU in Renania-Palatinato (dove governa un’alleanza tra SPD, Verdi e Liberali e la CDU è da anni all’opposizione). E una donna andrebbe anche al ministero dell’Istruzione: per Anja Karliczek sarebbe la prima esperienza al governo federale.

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