Urne aperte in Grecia per le elezioni amministrative

    Mag 17th, 2014
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    REUTERS/Yorgos Karahalis

    Non ci sarà election day in Grecia, dove già domani le urne saranno aperte a sette giorni dalle elezioni europee. In quest’occasione bisognerà però votare per le elezioni amministrative: il 25 maggio ci sarà un doppio voto soltanto per quelle città nelle quali sarà richiesto il turno di ballottaggio (se nessuno dei candidati otterrà il 42% dei voti al primo turno). In particolare, ci si recherà alle urne per il rinnovo di 325 consigli comunali e di tredici assemblee regionali.

    Le ultime elezioni amministrative si sono tenute quattro anni fa, in un contesto politico ed economico distante anni luce da quello odierno. Basti guardare al risultato complessivo nazionale, in termini percentuali, ottenuto dai partiti nel 2010: il PASOK, a quel tempo al governo, vinse le elezioni nelle più importanti città e regioni, conquistando a livello nazionale oltre il 34%. Il partito di centro-destra Nuova Democrazia si fermò comunque poco sotto il 33% e il partito comunista KKE superò quota 10%. Quattro anni fa il consenso di Syriza di Alexis Tsipras si fermò ad appena il 5%, e Alba Dorata si presentò soltanto in pochissimi casi, ottenendo comunque già col suo candidato sindaco di Atene più del 5%, mentre si fermò intorno all’1% in altri tre casi.

    Oggi lo scenario è del tutto diverso, soprattutto a sinistra, dove Syriza e Pasok si sono pressoché scambiati il ruolo di principale avversario del centro-destra. Proprio per arginare la voragine di consenso che soffre già dal 2012, il Pasok si presenta sia a queste elezioni amministrative che a quelle europee sotto il simbolo di Elia, l’Ulivo in greco, un raggruppamento di partiti di centro-sinistra con il quale punta a rinnovare il proprio appeal sull’elettorato.

    Gli occhi sono puntati soprattutto sulla corsa a sindaco ad Atene e Salonicco, le due più grandi città del paese. Nella capitale è in corsa per la riconferma Georgios Kaminis, candidato indipendente sostenuto da una maggioranza di centro-sinistra. Nato a New York sessanta anni fa e docente di Diritto costituzionale, Kaminis potrebbe secondo alcuni sondaggi ottenere un secondo mandato, ma è pressoché certo che si giocherà tutto al ballottaggio come nel 2010, dove ottenne una vittoria risicata. I suoi principali sfidanti saranno Aris Spiliotopoulos di Nuova Democrazia e il trentaquattrenne Gavriil Sakellaridis di Syriza. Ad Atene, l’incognita maggiore è rappresentata dal risultato di Alba Dorata: proprio in alcuni quartiere della capitale c’è infatti la roccaforte elettorale del partito neo-nazista, il cui candidato sindaco Ilias Kasidiaris (noto soprattutto per aver aggredito una deputata comunista in diretta tv nel 2012) potrebbe superare la soglia del 10%. Solo pochi giorni fa, peraltro, la Corte Suprema greca ha concesso ad Alba Dorata di potersi presentare alle elezioni sia europee sia amministrative.

    A Salonicco cerca la riconferma un altro sindaco indipendente di centro-sinistra, Yiannis Boutaris, che quattro anni fa riuscì a vincere solo per una manciata di voti al ballottaggio (con il 50,16% contro il 49,84% del candidato di centro-destra). Nel corso del suo mandato Boutaris, oggi settantaduenne, si è schierato apertamente a favore della costruzione di una moschea e ha ospitato in città due edizioni del gay pride; nel 2012, è stato nominato “miglior sindaco dell’anno” dal think tank britannico City Mayors Foundation. Anche per Boutaris, che pure guida nei sondaggi, sarà comunque necessario il turno di ballottaggio dopo sette giorni. Dovrà vedersela probabilmente con il candidato di Nuova Democrazia Stavros Kalafatis, mentre appare più staccato il candidato di Syriza Tryantafyllos Mitafidis.

    Le chance di Syriza per arrivare al ballottaggio sono rivolte perlopiù alle elezioni regionali nell’Attica, la più popolosa regione del paese, dove la deputata Rena Dourou sembra essere in vantaggio per contendere la poltrona di presidente all’uscente socialista Giannis Sgouros.

    @StefanoSavella

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