La Grecia verso elezioni anticipate a maggio

    Ott 30th, 2018
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    Il ministro delle Finanze greco, Euclid Tsakalotos

    Il ministro delle Finanze greco, Euclid Tsakalotos

    Il 26 maggio potrebbe essere un election day per due paesi dell’Unione Europea. Insieme al Belgio, infatti, anche la Grecia potrebbe trovarsi a votare, nello stesso giorno, per le elezioni europee, per quelle politiche e per quelle amministrative.

    La scadenza naturale della legislatura, per il governo guidato da Alexis Tsipras, sarebbe l’ottobre del 2019. Ma le frizioni all’interno della maggioranza tra Syriza e i Greci Indipendenti si sono fatte recentemente sempre più frequenti. Sembra essere stato scongiurato un ritorno alle urne nei prossimi mesi: la coalizione di governo ha infatti trovato un accordo per far approvare in parlamento alcuni provvedimenti utili – come ha dichiarato Tsipras a Salonicco nel mese di settembre – a “curare le ferite” della crisi economica, con una progressiva riduzione delle tasse e l’incremento della spesa sociale. “L’economia greca è stata stabilizzata. Siamo tornati a essere un paese normale”, ha detto ancora il premier greco. Anche se proprio ieri il suo ministro delle Finanze, Euclid Tsakalotos, ha lanciato l’allarme sulle nuove difficoltà per la Grecia di reperire fondi sui mercati a causa della volatilità del bilancio italiano.

    Ma a far cadere il governo prima della fine naturale della legislatura non saranno le finanze pubbliche. A marzo 2019 (in ritardo rispetto alle prime previsioni) arriverà infatti in parlamento l’accordo sul nuovo nome della Repubblica di Macedonia del Nord sul quale Panos Kammenos, leader dei Greci Indipendenti, è radicalmente contrario. In quell’occasione, Kammenos è pronto a uscire dalla maggioranza provocando così inevitabilmente le elezioni anticipate, che verranno accorpate alle elezioni europee e a quelle amministrative (si vota, tra l’altro, per il sindaco di Atene, dove il centro-destra schiera un pezzo da novanta, il 40enne Costas Bakoyannis, governatore della Grecia centrale, per tornare alla guida della capitale dopo quasi dieci anni all’opposizione).

    Nei sondaggi, già da tempo il partito di centro-destra Nuova Democrazia è in testa, con più di 10 punti di vantaggio rispetto a Syriza. Alle loro spalle, ma a molta distanza, il nuovo Movimento per il Cambiamento, aggregazione di centro-sinistra nella quale è stato rifondato il Pasok, unitamente ad altri piccoli partiti.

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