Elezioni anticipate in Andalusia il 2 dicembre

    Nov 15th, 2018
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    Susana Diaz

    Susana Diaz

    In Andalusia, roccaforte del Partito socialista, si torna al voto il 2 dicembre per le elezioni regionali. Un voto che potrebbe spostare più a sinistra gli equilibri del governo di Susana Diaz.

    Lo scenario

    È la seconda volta consecutiva che in Andalusia (la più popolosa regione spagnola con quasi 8 milioni e mezzo di abitanti) si ricorre ad elezioni anticipate. Nel 2015, si tornò alle urne dopo tre anni, anziché quattro, per la crisi di governo tra Partito socialista (PSOE) e la Sinistra Unita. Stavolta la legislatura regionale ha superato i tre anni e mezzo, ma si è interrotta poco prima della scadenza naturale per la rottura dell’accordo tra PSOE e Ciudadanos. Dopo le elezioni del 2015, infatti, dopo tre mesi di crisi politica, la presidente uscente del PSOE, Susana Diaz, venne riconfermata alla presidenza grazie al sostegno esterno del partito guidato a livello nazionale da Albert Rivera.

    Il PSOE ha così governato per oltre tre anni con un esecutivo di minoranza, per la prima volta nella storia di questa regione. Fino a quando Ciudadanos ha ritirato il suo sostegno, a causa della mancata approvazione di una riforma elettorale e dell’insufficiente rinnovamento nelle cariche di altre istituzioni regionali.

    I candidati

    Susana Diaz, leader forte del PSOE con ambizioni (per ora sopite) di leadership nazionale, cerca la riconferma per un terzo mandato. E con la speranza di riconquistare la maggioranza assoluta. Il suo principale avversario sarà, come nel 2015, Juan Manuel Moreno, riconfermato come candidato presidente del Partito popolare nonostante il crollo elettorale di tre anni e mezzo fa. Il Partito popolare perse infatti quasi il 14% dei consensi, tornando a essere il secondo partito della regione dopo l’exploit del 2012, quando raggiunse il 40%.

    Neppure le altre forze in campo intendono cambiare leadership rispetto al voto del 2015. Ciudadanos si ripresenta guidato da Juan Marin, che nel 2015 aveva condotto le trattative per il sostegno esterno al governo Diaz. A sinistra, invece, si realizza a differenza del 2015 l’alleanza tra Podemos e Sinistra Unita, con un nuovo cartello elettorale chiamato Adelante. A guidarlo, sarà la leader regionale di Podemos in carica già dal 2015, Teresa Rodriguez. È stata lei a imporre al partito nazionale il nome del nuovo cartello elettorale, sacrificando il simbolo di Podemos.

    I sondaggi

    Il Partito socialista governa ininterrottamente l’Andalusia da 36 anni. E lo farà, con ogni probabilità, anche nei prossimi quattro. Anche se stavolta sarà il governo nazionale, guidato da Pedro Sanchez, a trainare il consenso socialista nella regione, e non viceversa. Secondo un recente sondaggio, il PSOE dovrebbe riconquistare tutti i 47 seggi ottenuti alle elezioni del 2015, o poco meno. Altri sondaggi mostrano un calo più netto, pericolosamente a ridosso dei 40 seggi. Ma per la maggioranza assoluta ne occorrono, in ogni caso, 55.

    In seguito alla crisi con Ciudadanos, e in seguito all’accordo raggiunto per il governo di Madrid, sembra probabile che a sostenere il prossimo governo socialista in Andalusia sarà Adelante. Una forza, quest’ultima, che grazie all’accordo tra Podemos e Sinistra Unita potrebbe arrivare a contare 20 rappresentanti nel parlamento regionale. Si tratterebbe comunque di un sostegno esterno: Teresa Rodriguez ha infatti pesantemente criticato Diaz e il PSOE nel corso dell’ultima legislatura ed è assai improbabile che accetti di diventare partner di governo.

    Sarà difficile però ignorare quella che potrebbe essere una grande avanzata di Ciudadanos. Il partito liberale di Albert Rivera viene attestato almeno a 20-22 seggi, più del doppio di quelli conquistati alle elezioni del 2015. E potrebbe così diventare il secondo partito della regione: il Partito popolare, infatti, arretrerà ulteriormente, e anche ad esso vengono assegnati tra i 20 e i 22 seggi.

    A destra, peraltro, si fa strada una nuova voce: Vox è infatti il nome del partito della destra populista e xenofoba che sta iniziando a ottenere consensi anche in Spagna. E l’Andalusia potrebbe essere il primo parlamento regionale in cui farà il suo ingresso. Vox potrebbe ottenere il 3% e conquistare un deputato regionale.

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