La sinistra in Italia verso le elezioni europee

    Nov 16th, 2018
    235 Views
    Luigi De Magistris

    Luigi De Magistris

    L’esperienza di Liberi e Uguali si è ufficialmente conclusa. Ma all’orizzonte c’è già un nuovo appuntamento elettorale con cui confrontarsi. Cosa si muove nella sinistra in Italia verso le elezioni europee?

    I precedenti

    Nelle ultime due elezioni europee, a sinistra del Partito democratico la proposta politica è stata diversa. Nel 2009, la divisione interna al campo della sinistra fu fatale. Né Rifondazione comunista, né Sinistra e Libertà superarono infatti lo sbarramento del 4% e non elessero nessun eurodeputato. Rifondazione ottenne il 3,4%, mentre Sinistra e Libertà (che era al suo esordio politico, dopo l’uscita di Nichi Vendola da Rifondazione) si fermò al 3,1%. L’obiettivo era quello di archiviare la disastrosa esperienza della Sinistra Arcobaleno alle elezioni politiche del 2008. Ma il risultato fu un harakiri, e la sinistra restò così senza rappresentanti né a Roma né a Strasburgo.

    Alle europee del 2014 le cose andarono diversamente. I risultati delle elezioni politiche dell’anno prima rendevano assai improbabile il superamento della soglia del 4% se ci si fosse presentati divisi. Sinistra Ecologia e Libertà aveva infatti ottenuto il 3,2% (in coalizione con il Pd di Bersani), mentre più a sinistra era stata creata la lista di Rivoluzione civile, guidata da Antonio Ingroia, che si fermò al 2,2%. Ne derivò la formazione di una lista unitaria, L’altra Europa con Tsipras, che comprendeva esponenti dei partiti di sinistra e della società civile. L’esito fu numericamente deludente (4%, meno della somma di SeL e Rivoluzione civile), ma per un soffio fu superato lo sbarramento e vennero eletti a Strasburgo 3 rappresentanti: due “civici” (Barbara Spinelli e Curzio Maltese) e una politica (Eleonora Forenza, di Rifondazione comunista).

    Verso le europee: la sinistra

    Con la fine di Liberi e Uguali, Sinistra italiana resta ad occupare lo spazio che in altri paesi appartiene alla sinistra radicale: la Linke in Germania, la France Insoumise in Francia, e così via. MDP-Art. 1 di Bersani e Speranza, invece, guarda a una possibile vittoria di Zingaretti per riavvicinarsi in futuro al Partito democratico.

    Anche Potere al popolo, l’altra formazione di sinistra presentatasi alle ultime elezioni politiche, ha subìto una scissione: Rifondazione comunista voleva che restasse un’aggregazione di sigle, partiti e movimenti, ma in una votazione online ha prevalso lo statuto secondo cui Potere al popolo debba diventare una forza politica autonoma.

    Lo scontro riguarda direttamente le elezioni europee, giacché Rifondazione e Sinistra italiana guardano con attenzione alle mosse di Luigi De Magistris e del suo movimento Dema. Ed è praticamente certo che queste forze si coalizzino in una lista unitaria, replicando l’esperienza di L’altra Europa con Tsipras (ma senza più l’indicazione del premier greco sul simbolo).

    In questo contenitore potrebbe rientrare anche Diem25, il movimento paneuropeo di Yanis Varoufakis: nel suo Advisory Board è infatti presente anche Barbara Spinelli, eurodeputata uscente di L’altra Europa. Se ne saprà di più il 1° dicembre: per quella data De Magistris ha convocato a Roma tutti i soggetti che potrebbero entrare a far parte di questa lista unitaria.

    Il 4% appena raggiunto nel 2014 e il deludente risultato di Liberi e Uguali alle politiche lasciano tuttavia in bilico il raggiungimento della soglia di sbarramento. Soprattutto se a sinistra di L’altra Europa dovessero partecipare al voto altre liste di estrema sinistra: come Potere al popolo (ma senza il contributo di Rifondazione) e il Partito comunista di Marco Rizzo.

    Verso le europee: i rosso-verdi

    Nella galassia dei partiti di sinistra c’è anche Possibile di Pippo Civati. Dopo l’esperienza di Liberi e Uguali, che si è interrotta già dopo le elezioni del 4 marzo, Possibile sta dialogando sia con Diem25 di Varoufakis, sia con i Verdi. Inoltre, Possibile può contare su un’eurodeputata uscente, Elly Schlein, eletta nel 2014 con il Pd e che è rimasta, per tutta la legislatura all’interno del gruppo dei Socialisti & Democratici a Strasburgo.

    Proprio i Verdi, grazie al clamore per i successi ottenuti in Germania e in altri paesi, sono al lavoro anche in Italia per presentarsi alle prossime europee. Monica Frassoni, ex eurodeputata e oggi co-presidente dei Verdi europei, ha confermato che «Alle elezioni europee ci sarà una lista ecologista, europeista e femminista, impegnata sui temi della giustizia sociale, che potrà contare sul forte sostegno dei Verdi europei. Una lista aperta e plurale, nella quale verdi e ambientalisti non credo saranno soli».

    Ma è improbabile che la lista di cui parla Frassoni sia la stessa su cui si sta aggregando la sinistra. Quella che comprenderà i Verdi sarà una lista «europeista»; mentre a sinistra le proposte di Rifondazione e di altri movimenti come Patria e Costituzione di Stefano Fassina sono sempre più dichiaratamente euroscettiche. Del resto, già nel 2014 i Verdi non parteciparono a L’altra Europa con Tsipras: si presentarono invece da soli, con la lista Green Italia, ottenendo lo 0,9% dei voti.

    A una lista unitaria con i Verdi guarda anche MDP-Art. 1, che il 16 dicembre a Roma lancerà la proposta di una lista “rosso-verde” per le europee. Un contenitore che potrebbe attrarre anche altri partiti, oltre a esponenti della società civile: alla finestra ci sono il Partito socialista di Nencini (che alle europee del 2014 si presentò con il Pd) e Italia in comune di Fizzarotti, ma anche il giovane partito paneuropeo Volt. Anche per loro, però, la soglia di sbarramento del 4% rischia di essere difficile da raggiungere.

    Verso le europee: il centro-sinistra

    Esiste dunque la concreta possibilità che ci siano almeno due liste a sinistra del Partito democratico. E allargando l’orizzonte al centro-sinistra, oltre al Partito democratico (le cui scelte dipenderanno dall’esito delle primarie del 3 marzo), sarà presente con ogni probabilità anche la lista di Più Europa.

    Emma Bonino ha partecipato di recente al congresso dell’ALDE, i liberal-democratici europei, un’affiliazione a Strasburgo ben distante sia da quella di L’altra Europa sia da quella dei Verdi. Eppure in Italia il target elettorale delle tre liste, tutte all’opposizione del governo giallo-verde, potrebbe almeno in parte sovrapporsi. Con il vantaggio di offrire agli elettori una proposta politica ampia e diversificata. Ma anche con il rischio di restare sotto il 4%, e dunque senza rappresentanti al Parlamento europeo.

    Comments are closed.