Francia, nuovo calo di popolarità per Macron e Mélenchon

    Nov 21st, 2018
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    L'evoluzione della popolarità durante i mandati di Sarkozy, Hollande e Macron

    L’evoluzione della popolarità durante i mandati di Sarkozy, Hollande e Macron

    Gli ultimi sondaggi mostrano un nuovo calo di popolarità per Emmanuel Macron e Jean-Luc Mélenchon. In vista delle europee, En Marche cambia leader.

    Macron ai minimi

    L’ultimo sondaggio dell’istituto Ifop sulla popolarità del presidente della Repubblica Emmanuel Macron mostra un nuovo record. Scende infatti al 25% la percentuale dei francesi soddisfatti della sua presidenza. E ciò che è più preoccupante è che la cifra continua a scendere dallo scorso mese di maggio, quindi per ben sette mesi consecutivi. Ad aprile 2018, Macron poteva ancora contare sul sostegno del 44% dei francesi, ben più di Nicolas Sarkozy e François Hollande allo stesso punto del suo mandato. Oggi, invece, Macron conserva appena 5 punti in più di Hollande e la sua popolarità è ben al di sotto di quella raggiunta da Sarkozy dopo un anno e mezzo di presidenza.

    En Marche cambia vertice

    Per rilanciare l’immagine del presidente della Repubblica e per rilanciarsi verso le europee, La République en Marche cambia il suo leader. A guidare il partito di Macron era infatti, fino a poche settimane fa, Christophe Castaner. La sua nomina a ministro dell’Interno ha però liberato una carica importante per il futuro del partito di Macron.

    A contendersi la carica saranno in due. Il grande favorito è Stanislas Guerini, deputato 36enne alla prima legislatura, eletto a Parigi, ed ex dirigente d’azienda. Un profilo che sembra adattarsi meglio al partito macroniano rispetto a quello del suo sfidante, e che può contare su una lettera di 220 esponenti del partito che sostengono la sua candidatura.

    A sfidarlo sarà un altro giovane deputato alla prima legislatura: Joachim Son-Forget, 35enne nato a Seul e poi adottato da una famiglia franco-kosovara. Son-Forget è stato militante del Partito socialista fino al 2014 e sostenne la candidatura di Hollande alle presidenziali del 2012. Poi il passaggio a En Marche, nelle cui fila è stato eletto nella circoscrizione estero alle legislative del 2017 (ha vissuto infatti per diversi anni in Svizzera).

    La scelta del nuovo leader di La République en Marche avverrà il prossimo 1° dicembre. A votare saranno 743 delegati del partito, tra cui 24 ministri.

    La crisi di Mélenchon

    Anche a sinistra si soffre di una crisi di popolarità. È ciò che sta accadendo a Jean-Luc Mélenchon, storico leader della sinistra francese e a capo del partito La France Insoumise. Dopo le recenti inchieste giornalistiche sul suo partito e le sue critiche rivolte alla stampa, il suo indice di popolarità è sceso rapidamente, e oggi è al 17%. Una percentuale mai toccata prima nella serie storica dell’istituto OpinionWay, iniziata nel 2010. La popolarità di Mélenchon era invece attestata al 29% in estate ed era salita fino al 44% durante la campagna elettorale per le presidenziali del 2017.

    L’elezione suppletiva in Essonne

    Proprio i candidati sostenuti da Macron e Mélenchon si sfideranno domenica nel ballottaggio di un’elezione suppletiva per l’Assemblea Nazionale. Si tratta di un collegio dell’Essonne, un dipartimento a sud di Parigi, storicamente di sinistra, dove dal 2002 al 2017 è stato eletto deputato l’ex premier socialista Manuel Valls. Valls nel 2017 è stato eletto con il sostegno di En Marche, che in quel collegio non aveva presentato un suo candidato. Si è però dimesso da deputato poche settimane fa per potersi candidare a sindaco di Barcellona nelle prossime elezioni amministrative della primavera del 2019.

    Al primo turno, che si è tenuto domenica scorsa, ha prevalso Francis Chouat, braccio destro di Valls nonché suo successore come sindaco di Évry, cittadina di 50.000 abitanti dell’Essonne. Chouat si è candidato come indipendente ma sostenuto da En Marche, e ha conquistato il 30% dei voti. Alle sue spalle è arrivata la candidata di La France Insoumise, Farida Amrani, che alle elezioni legislative dell’anno scorso fu sconfitta per un soffio: Valls prevalse infatti per appena 140 voti, lo 0,3%.

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