Elezioni in Sardegna, al voto già a gennaio?

    Nov 28th, 2018
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    Francesco Pigliaru

    Francesco Pigliaru

    Le elezioni regionali in Sardegna potrebbero svolgersi già a gennaio, anziché a metà febbraio. Il centro-sinistra punta sul sindaco di Cagliari Massimo Zedda.

    I precedenti

    Anche in Sardegna, come in Abruzzo, non ci sono stati presidenti di regione nella Seconda Repubblica ad aver conservato il mandato per più di cinque anni. E a partire dal 2001 c’è stata perfetta alternanza tra centro-destra e centro-sinistra. Il centro-destra ha governato con Mauro Pili (2001-2004) e Ugo Cappellacci (2009-2014), il centro-sinistra con Renato Soru (2004-2008) e Francesco Pigliaru (2014-2019).

    Pigliaru fu eletto presidente il 14 febbraio 2014, nonostante non partisse favorito (le primarie erano state vinte da Francesca Barracciu). Il centro-sinistra, composto da ben 11 liste, ottenne il 42,4%, mentre il presidente uscente di centro-destra, Cappellacci, si fermò al 39,6%. Il Movimento 5 Stelle non si presentò alle elezioni regionali a causa di dissidi interni, e il voto di protesta fu assorbito soprattutto dalla scrittrice Michela Murgia, che conquistò il 10,3% dei voti.

    La data del voto

    Fino a pochi giorni fa veniva data per definitiva la data del 24 febbraio per le elezioni regionali sarde, due settimane dopo le elezioni in Abruzzo. Ma si sta facendo largo l’ipotesi di anticipare il voto a domenica 20 gennaio, quando si voterà per la prima elezione suppletiva di questa legislatura. Le dimissioni del deputato Andrea Mura, eletto con il Movimento 5 Stelle, hanno infatti liberato il suo seggio che il 4 marzo fu conquistato nel collegio uninominale di Cagliari.

    L’election day permetterebbe al capoluogo di regione di votare in un solo turno per la suppletiva alla Camera e per le regionali. Ma i tempi sono stretti, ed è necessario che venga presa una decisione nei prossimi giorni dalla Giunta regionale. Alcuni partiti potrebbero, in tal caso, dover accelerare di molto la loro campagna elettorale. Ad esempio il Partito dei Sardi: 2,7% alle regionali del 2014 nel centro-sinistra, da cui è poi uscito optando su una piattaforma indipendentista. Questo partito aveva già fissato le “primarias” per il 6 e 16 dicembre, date che rischiano di non essere più compatibili con il voto al 20 gennaio.

    Non si esclude, comunque, che le regionali possano restare in programma per il 24 febbraio, e che il governo possa rinviare di un mese l’elezione suppletiva.

    I candidati

    Pochi giorni fa il sindaco di Cagliari Massimo Zedda ha sciolto la riserva, decidendo di candidarsi per la presidenza della Regione. Oltre al Partito democratico, Zedda ha il consenso di Art.1-MDP, Italia in Comune, Campo progressista e di altre liste civiche.

    Anche il centro-destra sembra aver trovato la quadra attorno a Christian Solinas. Eletto senatore il 4 marzo con la Lega, Solinas è leader del Partito sardo d’azione, formazione collocata per molti decenni a sinistra prima di entrare, a partire dal 2009, nel centro-destra (alle regionali del 2014 la lista ottenne il 4,7%). Potrebbero essere complessivamente undici le liste a suo sostegno.

    Si è già detto del Partito dei Sardi, che dovrebbe lasciare il centro-sinistra e correre da solo (ma sono in aumento le pressioni affinché riveda questa decisione). Correrà certamente da solo il movimento indipendentista Autodeterminatzione, che candida alla presidenza Andrea Murgia.

    Il Movimento 5 Stelle, stando ai sondaggi e al voto delle ultime politiche, dovrebbe essere il grande favorito. Ma gli manca ancora un candidato presidente. Il prescelto dalle Regionarie, l’ex sindaco di Assemini Mario Puddu, è stato condannato a un anno per abuso d’ufficio e ha dovuto ritirarsi dalla corsa. Le nuove Regionarie si terranno nei prossimi giorni: verrà scelto un candidato tra Marcello Cherchi, Francesco Desogus, Donato Forcillo, Gianluca Mandas e Anna Sulis.

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