Belgio, una maggioranza alternativa per il Global Compact

    Dic 6th, 2018
    77 Views

    Charles Michel

    In Belgio si è formata una maggioranza alternativa nel sostegno al Global Compact sull’immigrazione dell’Onu. Allarme rientrato per il governo?

    Il Global Migration Pact in Europa

    Nei giorni scorsi, il premier belga Charles Michel ha minacciato le dimissioni. Un caso esploso in seguito alle divisioni nel governo sul Global Migration Pact, il documento delle Nazioni Unite che verrà ratificato a Marrakesh la prossima settimana. Anche in altri paesi europei, soprattutto dell’Est, il consenso al Global Compact ha prodotto fratture nei governi tra partiti di centro-sinistra e di centro-destra, da una parte, e di partiti sovranisti e di destra, dall’altra.

    Nell’Europa occidentale, invece, si era finora tirata indietro soltanto l’Italia. Il governo Conte non sarà presente a Marrakesh per la firma del patto, e il Parlamento si esprimerà in merito soltanto nel mese di gennaio. In un altro paese in cui la destra anti-immigrati è al governo, la Danimarca, il Global Compact verrà firmato ma finora non è stato ancora deciso chi andrà a rappresentare il paese nella conferenza di Marrakesh. La Germania, invece, invierà direttamente la cancelliera Angela Merkel.

    Il voto in commissione

    Ieri in Belgio, nella Commissione Esteri della Camera, una maggioranza a favore del Global Compact c’è stata. Ma è una maggioranza diversa da quella di governo. Hanno infatti votato a favore il Movimento Riformatore del premier Michel, i liberali di CD&V, il VLD di centro-destra (cioè gli altri partiti che compongono la coalizione di maggioranza), ma anche i Verdi di parte fiamminga e vallone, il Centro democratico umanista e i socialisti fiamminghi (tutti all’opposizione). Nella risoluzione approvata in Commissione si chiede una “consultazione” con gli altri Stati europei per chiarire insieme la portata del patto.

    Ha votato contro in Commissione il PS, Partito socialista di lingua francese dell’ex premier Elio Di Rupo, che non si è associato a questa maggioranza parlamentare alternativa. Ha invece presentato e votato una mozione che chiede di ratificare “senza riserve” il Global Compact. Non hanno rappresentanti in Commissione Esteri, ma non escludono di votare il testo in seduta plenaria della Camera, la sinistra radicale (PTB) e i centristi di Défi.

    Ma a votare contro è stato soprattutto l’N-VA. Il partito autonomista fiammingo, vincitore delle elezioni federali del 2014 e partner del governo Michel, ha quindi confermato la sua opposizione al Patto. Ed è stato questo a mettere in crisi il governo. Con quali conseguenze?

    I prossimi passi

    In queste circostanze, Charles Michel sarà in grado di andare a Marrakech la settimana prossima avvalendosi di un mandato parlamentare proveniente da una maggioranza alternativa? I dubbi sono tutti di natura politica. E non sono certo aiutati dal timing della politica belga nei prossimi mesi.

    Il paese andrà infatti al voto a fine maggio non soltanto per le elezioni europee, ma anche per quelle federali (con cui si rinnoverà la Camera) e per quelle regionali. In queste ore tutte le ipotesi sono sul tavolo, anche quella di un ricorso ad elezioni anticipate per le sole elezioni federali. Ma resta più probabile che si segua lo stesso esito avvenuto in Estonia pochi giorni fa: il governo si farà bastare il consenso parlamentare, e tirerà dritto fino alla scadenza naturale della legislatura.

    Comments are closed.