Svezia, maggioranza di centro-destra per il bilancio

    Dic 12th, 2018
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    Ebba Busch Thor
    Ebba Busch Thor

    Si complica la crisi politica in Svezia: il governo in carica è di centro-sinistra, ma la legge di bilancio è stata approvata con i voti del centro-destra.

    Il contesto

    Dopo le elezioni politiche del settembre scorso, la Svezia non ha ancora un nuovo governo. È perciò rimasto tuttora in carica, per la gestione degli affari correnti, il governo uscente, guidato dal socialdemocratico Stefan Löfven e composto da rappresentanti del suo partito e dei verdi. Allo stesso Löfven, due settimane fa, è stato affidato dal presidente del Parlamento l’incarico di formare una nuova maggioranza di governo, provando a stringere un accordo di coalizione con il Partito di centro e il Partito liberale, appartenenti alla coalizione di centro-destra.

    Il voto sulla legge di bilancio era considerato un punto cruciale per le trattative sul nuovo governo. In pratica, era possibile che un accordo tra centro-sinistra e i due partiti di centro-destra sul bilancio potesse aprire la strada a un nuovo governo, che potesse durare l’intera legislatura. Ma domenica il Partito di centro ha ufficialmente scartato l’ipotesi di sostenere un governo Löfven, e anche di approvare un bilancio insieme al centro-sinistra.

    Il voto sul bilancio

    La legge di bilancio viene approvata a maggioranza semplice. E dunque non è sufficiente raggiungere il 50% dei voti. Per questo motivo, il governo in carica formato da socialdemocratici e verdi ha potuto contare soltanto su 141 voti (si sono aggiunti anche i voti della sinistra radicale). Al contrario, la proposta di legge di bilancio presentata dai Moderati (principale partito di centro-destra) e dai cristiano-democratici ha ottenuto anche il sostegno del partito di destra dei Democratici svedesi, raggiungendo 153 voti. La legge di bilancio prevede tagli alle tasse per le imprese e più fondi per la difesa e la sicurezza, mentre vengono tagliati i sussidi per gli affitti.

    Löfven ha duramente contestato l’operazione condotta dal centro-destra, che costringe il governo in carica a gestire e realizzare un bilancio contrario ai propri valori e dà all’estrema destra «un’influenza decisiva sulla politica svedese». Oltretutto, la maggioranza favorevole al bilancio è la stessa maggioranza già bocciata il mese scorso nel voto di fiducia al leader dei Moderati, Ulf Kristersson. Ma la leader dei cristiano-democratici, la 31enne Ebba Busch Thor (che ha portato il suo partito al 6,3%, in crescita rispetto alle precedenti tornate elettorali), ha replicato: «è il parlamento che detiene il potere finanziario. Abbiamo un governo di transizione, ma il Parlamento non è di transizione e dobbiamo assumerci la piena responsabilità dei principali problemi sociali che ha la Svezia».

    Il futuro del governo

    Il presidente del parlamento ha fissato per venerdì mattina il voto di fiducia sull’incarico al premier uscente Stefan Löfven. Il diretto interessato, però, sarà assente: nelle stesse ore è infatti in programma il Consiglio europeo a Bruxelles. In ogni caso, le speranze di ottenere una maggioranza sono pressoché inesistenti, essendo venuto meno il sostegno di centristi e liberali. «In qualsiasi momento, sono pronto a continuare i colloqui con il Partito di centro e i liberali», ha dichiarato comunque Löfven, sottolineando l’esigenza di comporre una coalizione che lasci fuori dal governo l’estrema destra.

    Ma nel caso di una bocciatura di Löfven, e dopo il voto del parlamento sul bilancio, torna a farsi strada una nuova candidatura per il leader dei Moderati Kristersson. Pur essendo già stato bocciato una volta, Kristersson potrebbe ora convincere centristi e liberali della necessità di gestire un bilancio di centro-destra ormai approvato, accettando forzatamente il sostegno dei Democratici svedesi. L’alternativa di nuove elezioni, del resto, non sembra essere gradita a nessun partito.

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