Andalusia, Vox chiede di entrare al governo

    Dic 17th, 2018
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    Albert Rivera
    Albert Rivera

    A due settimane dal voto per le elezioni regionali, in Andalusia il partito di destra Vox chiede di entrare al governo.

    Le trattative

    Gli incontri tra i leader del Partito popolare, di Ciudadanos e di Vox sono frequenti, ma la quadratura del cerchio ancora non c’è. I tre partiti, del resto, provengono da risultati elettorali molto diversi.

    I popolari, guidati in Andalusia da Juan Manuel Moreno, hanno subìto un nuovo arretramento alle ultime elezioni, scendendo da 33 a 26 deputati regionali (erano 50 nel 2012). Nonostante questo, restano il primo partito del centro-destra e per questo motivo rivendicano la presidenza della Junta, il governo regionale. E non è un mistero che il Partito popolare, a livello nazionale, voglia utilizzare l’Andalusia come “laboratorio” per replicare la formula di governo con Ciudadanos e Vox anche in altre regioni, comuni e persino alla Moncloa, dove ha sede il governo di Madrid.

    Ciudadanos ha invece ottenuto una grande crescita, moltiplicando i suoi seggi e passando da 9 a 21 deputati. Ma nei quattro anni scorsi Ciudadanos ha fornito il suo sostegno esterno al governo socialista di Susana Diaz, e una parte dei suoi voti in entrata sono arrivati proprio da elettori socialisti. Pronti a tornare sui propri passi, già alle prossime elezioni europee, se dovesse concretizzarsi un’alleanza con l’estrema destra di Vox.

    Proprio Vox è stato l’altro protagonista delle elezioni, avendo conquistato ben 12 seggi all’esordio in un parlamento regionale. Il suo leader nazionale, Santiago Abascal, ha rivendicato il proprio posto nei negoziati con popolari e Ciudadanos, consapevole che il suo partito è fondamentale per far nascere un governo che mandi i socialisti per la prima volta all’opposizione in Andalusia dopo 36 anni. E il primo test avverrà tra poche settimane, quando bisognerà eleggere l’ufficio di presidenza del parlamento. Vox chiede di essere rappresentato, ma potrà esserlo solo se un suo candidato avrà i voti di popolari e Ciudadanos.

    La sfida di Rivera

    In questa vicenda, il cerino è tutto nelle mani del leader nazionale di Ciudadanos, Albert Rivera. Che infatti nei giorni scorsi è volato a Bruxelles in un’assemblea dell’ALDE (il gruppo dei liberal-democratici in Europa, a cui il suo partito appartiene) per rassicurare gli alleati riguardo all’ipotesi di un accordo con la destra populista in Andalusia. Proprio alla vigilia delle elezioni europee, in cui l’ALDE si propone come argine principale alle forze populiste di tutta Europa.

    In quell’occasione, Rivera non ha mai definito Vox come “estrema destra”. Ma ha soprattutto rilanciato sul suo progetto: formare in Andalusia un “governo del cambiamento” composto da Ciudadanos e Partito popolare, che abbia il sostegno esterno del Partito socialista.

    Un’ipotesi matematicamente possibile, ma politicamente improbabile. Il Partito socialista è pur sempre il primo partito in Andalusia; e benché stia chiedendo ripetutamente a tutti i partiti di formare un “cordone sanitario” contro l’ingresso di Vox nel governo della regione, difficilmente accetterà di sostenere un governo di centro-destra composto da popolari e Ciudadanos. 

    «Io non so quanti elettori conservatori ha Ciudadanos e quanti progressisti. Ma so che tutti i nostri elettori vogliono un cambiamento politico in Andalusia. Il PSOE deve andare all’opposizione», ha aggiunto Rivera. E per ottenere quell’obiettivo potrebbe alla fine andare allo scontro con gli alleati europei. Del resto, ha già sottolineato, nell’incontro di Bruxelles all’ALDE, che in altri paesi europei i liberali governano con l’estrema destra, citando gli esempi del Belgio (almeno fino a una settimana fa) e della Danimarca.

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