Abruzzo, ecco le mosse dei partiti verso le regionali

    Dic 18th, 2018
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    Giovanni Legnini
    Giovanni Legnini

    Le elezioni regionali in Abruzzo del 10 febbraio saranno il primo test elettorale in Italia nel 2019. Quali sono i candidati a circa 50 giorni dal voto?

    Il centro-destra

    Il centro-destra viene indicato da mesi come il grande favorito per la riconquista della regione. L’ascesa della Lega, accompagnata a un consenso ancora solido per Forza Italia e Fratelli d’Italia, sembrava rendere inevitabile il successo della coalizione. Ma negli ultimi tre mesi sono esplose le divisioni interne sul nome da proporre a candidato governatore.

    Il tavolo nazionale della coalizione, in vista delle elezioni regionali del 2019 (si vota anche in Sardegna, Basilicata, Piemonte, Calabria ed Emilia-Romagna), aveva affidato a Fratelli d’Italia l’indicazione del candidato presidente. Ma l’indecisione del partito di Giorgia Meloni sul nome da proporre ha rafforzato i dubbi degli organismi regionali di Forza Italia e Lega. Ora, dopo settimane di discussione, la scelta sembra essere caduta su Marco Marsilio. Senatore di Fratelli d’Italia, pur avendo origini abruzzesi ha sempre fatto politica a Roma, prima a livello giovanile, poi come consigliere comunale di Alleanza Nazionale (dal 1997 al 2008), poi come deputato del PDL e ora da senatore. Proprio per questo, la sua candidatura viene percepita a livello locale come calata dall’alto. E non sono escluse sorprese dell’ultim’ora. Sorprese che potrebbero riguardare anche la data delle elezioni, che alcuni partiti vorrebbero rinviare fino all’election day di maggio con le europee.

    La coalizione di centro-destra, oltre a Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, può contare sulle liste di Democrazia cristiana (guidata da Gianfranco Rotondi, eletto in Parlamento proprio nella circoscrizione abruzzese), Popolari per l’Italia, Udc, Movimento Idea e Energie per l’Italia. Ha partecipato al tavolo della coalizione anche la lista civica Azione Politica dell’imprenditore reatino ma pescarese di adozione Gianluca Zelli.
    Non è invece ancora chiaro se le Civiche d’Abruzzo di Fabrizio Di Stefano,  ex deputato del centro-destra che ha lanciato la sua candidatura a presidente, rientreranno nella coalizione o se Di Stefano porterà avanti in autonomia la sua candidatura.

    Il centro-sinistra

    Lo scorso 10 dicembre, dopo molte settimane di corteggiamento, l’ex vicepresidente del CSM, Giovanni Legnini, ha accettato la candidatura a governatore per il centro-sinistra, sottoscritta da 162 amministratori e sindaci locali. Legnini è considerato una figura carismatica e probabilmente la migliore candidatura che il PD potesse proporre alla coalizione. Ha fatto per anni politica a Chieti, dove è stato avvocato e presidente del consiglio comunale, oltre a essere stato sindaco di un piccolo paese della provincia, Roccamontepiano.

    Hanno annunciato il sostegno a Legnini il governatore uscente Luciano D’Alfonso, ora senatore PD, e il presidente vicario, Giovanni Lolli. Tra le liste della coalizione, è finora certa la presenza di +Europa e di Art.1-MDP, ma si guarda soprattutto alle liste civiche, grossi collettori di voti anche in Abruzzo. La civica Avanti Abruzzo, ad esempio, in cui sono confluiti esponenti del Partito socialista e dell’Italia dei Valori, ma anche l’ex parlamentare di centro-destra Daniele Toto, nipote del noto imprenditore Carlo Toto

    Movimento 5 Stelle

    È invece in campo da mesi il Movimento 5 Stelle, che alla presidenza candida Sara Marcozzi, consigliera regionale uscente e già candidata presidente nel 2014 (ottenne il 21,4%). Marcozzi, avvocato di Chieti, ha vinto le «Regionarie» a metà settembre, ed è in campagna elettorale permanente. Luigi Di Maio è stato pochi giorni fa a Pescara in un primo tour a sostegno di Marcozzi, ed è prevedibile che nuovi incontri avverranno più a ridosso del 10 febbraio prossimo.

    Alle ultime politiche il Movimento 5 Stelle ha conquistato il 39,8% alla Camera e il 39,2% al Senato, dunque sopra la media nazionale. Ma il Movimento non ha finora mai vinto un’elezione regionale, e sarà necessario capire come reggerà alla prova del governo nazionale per i prossimi due mesi.

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