Exit poll in Olanda, euroscettici in calo ma grande frammentazione

    Mag 23rd, 2014
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    Gli exit poll diffusi ieri in Olanda dopo la chiusura dei seggi mostrano una prima sorpresa: il partito di estrema destra di Geert Wilders, euroscettico e xenofobo, conquisterebbe appena il 12,2% rispetto al 17% di cinque anni fa, e perderebbe due seggi al Parlamento europeo. Un risultato al di sotto delle attese: molti sondaggi stimavano il PVV tra il 14% e il 16%. I risultati definitivi si sapranno però soltanto domenica sera. Esce invece sicuramente vincitore il più europeista dei partiti olandesi, il D66, che avrebbe conquistato il 15,6% dei voti e che porterebbe in dote ai lib-dem di Guy Verhofstadt quattro seggi, rispetto ai tre del 2009. Quattro seggi andrebbero anche al partito cristiano-democratico, l’unico in Olanda ad aderire al Partito popolare europeo. I due principali partiti al governo nel paese, in una grande coalizione, vale a dire i liberali del premier Mark Rutte (VVD) e i socialdemocratici del presidente dell’eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, conquisterebbero tre seggi a testa. Proprio Dijsselbloem, peraltro, viene indicato come prossimo commissario europeo nominato dall’Olanda: l’uscente Neelie Kroes, infatti, è del partito liberale, e il partito socialdemocratico avrebbe già richiesto al partner di governo di poter esprimere un proprio rappresentante nella prossima Commissione europea.

    Ma l’altro importante aspetto da sottolineare che emerge da questi primi exit poll è sicuramente l’estrema frammentazione della prossima delegazione olandese al Parlamento europeo. Nel 2009 furono otto i partiti ad eleggere propri rappresentanti: quest’anno, il numero dovrebbe alzarsi a dieci. Oltre ai partiti già citati, confermerebbero la propria presenza in Parlamento il partito socialista di sinistra radicale (che sale a tre seggi), i Verdi (che scendono a due) e i Cristiani Uniti (aderenti al gruppo conservatore, sempre con due seggi).

    Ma entrerebbero per la prima volta a Strasburgo anche altri due partiti. Il 50 Plus è un partito di centro nato nel 2009, che si propone di tutelare gli interessi dei pensionati e che è alla prima partecipazione alle elezioni europee. I sondaggi di PollWatch2014 gli assegnavano il 3,5%, ma gli exit poll lo collocano al 4,2%, un risultato grazie al quale eleggerebbe un eurodeputato. Questo potrebbe essere Toine Manders, già parlamentare europeo uscente, che fu eletto nel 2009 con il VVD di Mark Rutte, ma che nel 2013 ha aderito proprio a 50 Plus. Manders ha fatto parte del gruppo dei liberal-democratici ed è probabile che possa confermare la sua adesione a questo gruppo, malgrado il 50 Plus non sia ufficialmente affiliato a nessun gruppo politico europeo. Nel sistema elettorale olandese ci sono tuttavia le preferenze, e non sono escluse sorprese.

    Il secondo partito che secondo gli exit poll dovrebbe entrare a Strasburgo è il Partito animalista. Fondato nel 2002, è già presente nel parlamento nazionale con tre rappresentanti, mentre aveva già sfiorato di poco l’elezione di un parlamentare europeo sia nel 2004 (3,2%) sia nel 2009 (3,5%). Gli exit poll assegnano oggi al Partito animalista il 4,2%, sufficiente a eleggere un proprio rappresentante (PollWatch2014 stimava questo partito all’1,4%). Non è ancora ufficiale in quale gruppo siederà l’eurodeputato animalista a Strasburgo, ma molto probabilmente aderirà ai Verdi.

    @StefanoSavella

     

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