Un’intervista di Pawel Adamowicz

Gen 15th, 2019
411 Views
Pawel Adamowicz

L’assassinio del sindaco di Danzica Pawel Adamowicz è arrivato tre mesi dopo la sua rielezione per un sesto mandato. Era infatti sindaco dal 1998: prima in qualità di esponente di Piattaforma Civica, il partito liberale e europeista del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, e poi da indipendente.

Pochi giorni prima del ballottaggio, Adamowicz aveva rilasciato questa intervista alla «Gazeta Wyborcza», uno dei principali quotidiani polacchi. Ne riportiamo alcuni stralci, da cui si coglie lo spirito con cui Adamowicz aveva affrontato quella campagna elettorale, e la sua promessa di mantenere Danzica come «città della libertà, dell’uguaglianza, della solidarietà».

Quale risultato si aspetta domenica prossima [al ballottaggio]?

Mi interessa il miglior risultato elettorale possibile. Fino alle ultime ore stiamo cercando di ottenere la più ampia partecipazione al voto. Al primo turno, nessuno si aspettava un’affluenza così alta, la più alta degli ultimi 20 anni a Danzica. Questo è un fenomeno nuovo nelle grandi città, anche se non so se si può ancora parlare di risveglio dei cittadini.

Si aspetta di vincere?

Se dovessi basarmi su quello che sento quando distribuisco volantini o quando busso agli appartamenti, ho buone possibilità di vincere queste elezioni, ma ripeto ancora una volta: la cosa più importante sarà la partecipazione.

Se dovesse vincere Kacper Płażyński [lo sfidante al ballottaggio, esponente del partito di destra al governo Diritto e Giustizia], come si aspetta che cambierà Danzica?

Oggi Kacper Płażyński prova a dipingersi come un politico moderato, cercando di apparire intelligente, educato, di buone maniere, ma per lui stanno lavorando diligentemente Łukasz Sitek [controverso giornalista della televisione polacca TVP] e Jacek Kurski [oggi presidente della TVP, ma in passato deputato e parlamentare europeo di Diritto e Giustizia, eletto proprio a Danzica], o quel giornalista di un giornale di destra, che in un programma televisivo in diretta ha detto: “Votando per Adamowicz, si commette un peccato e bisogna andare a confessarsi”.

Quindi, se ci immaginiamo che Płażyński possa vincere, Danzica sotto il suo governo, e quindi sotto il governo di Diritto e Giustizia, sarebbe una città che negherebbe i nostri valori attuali, quali l’apertura a visioni del mondo differenti, o l’apertura agli stranieri che vogliono lavorare a Danzica, comprendendo il loro ruolo nella città, con un modello che prevede parità di trattamento.

Durante la celebrazione della festa dell’indipendenza [l’11 novembre 2018], la marcia che ha avuto luogo – con una grande partecipazione di nazionalisti, xenofobi ecc. – si può dire che rappresenti l’opposto di quello che abbiamo sviluppato qui a Danzica nel corso degli ultimi anni riguardo alla sfera dei valori e all’atmosfera a cui siamo abituati. È come un’altra Danzica, a noi sconosciuta. Ed è per questo che è così difficile immaginare un corso degli eventi alternativo.

E se invece sarà lei a vincere, cosa accadrà durante il mandato?

Sarà un mandato con una forte impronta di politica sociale, che possiamo precisamente chiamare solidarietà. Nessun abitante di Danzica può essere lasciato solo in qualsiasi campo. […] Dobbiamo concentrarci sulle persone, sulla comunità dei residenti. Abbiamo bisogno di dedicare ancora più assistenza agli anziani, ai disabili, alle famiglie che non possono far fronte alle cure dei loro parenti che sono costretti a letto. Queste magari non sono cose spettacolari, ma sono molto importanti.

Comments are closed.