Gli spot elettorali per il voto in Finlandia

    Apr 7th, 2019
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    Antti Rinne (a sinistra) e Juha Sipila (a destra)

    Domenica 14 aprile si vota in Finlandia per le elezioni politiche. Ed è un appuntamento importante per gli equilibri europei. Dopo le elezioni del 2015, la Finlandia è stato infatti uno dei primi paesi in cui il principale partito di estrema destra, i Veri Finlandesi, entrò al governo, in seguito a un accordo con il Partito di centro (di orientamento liberal-conservatore) e con la Coalizione nazionale di centro-destra. Nel 2017 i Veri Finlandesi hanno eletto un nuovo leader, il controverso Jussi Halla-aho, uscendo dal governo ma provocando una scissione nel partito: una ventina di deputati hanno infatti consentito al premier Juha Sipila, del Partito di centro, di continuare a governare fino al mese scorso.

    A vincere le prossime elezioni potrebbe essere, secondo i sondaggi che lo attestano al 20,9%, il Partito socialdemocratico. Guidato da una vecchia conoscenza della politica finlandese: Antti Rinne, ex sindacalista e ministro delle Finanze tra il 2014 e il 2015. Ed è lui il protagonista dello spot elettorale dell’SDP, il partito socialdemocratico finlandese. Rinne interpreta l’autista di un autobus che prende a bordo una serie di persone, ognuna con le sue richieste: lavoro, istruzione, sicurezza, uguaglianza, ambiente (in quest’ordine).

    Coalizione nazionale, il partito di centro-destra del commissario europeo Jyrki Katainen e dell’ex premier (e candidato a un ruolo di vertice nei prossimi organismi comunitari) Alexander Stubb, punta su un messaggio più tradizionale: “Abbiamo fiducia nella Finlandia”, recita lo slogan. Il partito è stato infatti al governo del paese ininterrottamente dal 1987 a oggi, con una breve interruzione di quattro anni soltanto dal 2003 al 2007. E punta quindi inevitabilmente sulla continuità e la stabilità: nel loro spot si assiste, in un minuto, al progresso della società finlandese dai primi del Novecento fino agli anni recenti. Nella parte finale dello post prende la parola il leader del partito, Petteri Orpo, ministro delle Finanze dal 2016. Secondo i sondaggi, Coalizione nazionale potrebbe conquistare il 17% circa dei voti.

    A mostrare la progressione più marcata nel voto di domenica prossima saranno i Verdi, che otterranno il risultato più alto mai raggiunto in Finlandia: secondo i sondaggi, addirittura il 13,5% (non hanno mai superato l’8,5% nelle elezioni parlamentari finlandesi). Effetto Greta? Una bambina che vuol diventare un’astronauta è in effetti protagonista del loro spot elettorale, in cui compare anche una coppia di donne che gioca con lei (i Verdi sono stati in prima fila per la legge sui matrimoni gay approvata nel 2014). I Verdi affrontano però la campagna elettorale per le politiche (e poi quella europee) senza un leader effettivo. Il 35enne Touko Aalto, eletto leader due anni fa, si è dimesso l’anno scorso per motivi di salute ed è stato sostituito, temporaneamente, di uno dei padri nobili del partito, Pekka Haavisto, già ministro dell’Ambiente negli anni Novanta e uno dei politici più popolari del paese.

    E i sovranisti? I Veri Finlandesi, dopo aver conquistato il 19% e il 17,6% nelle ultime due elezioni politiche del 2011 e del 2015, hanno sofferto un netto calo di consensi in seguito alla stagione di governo e alla scissione interna. Negli ultimi mesi la campagna elettorale aggressiva e anti-immigrati di Halla-aho ha prodotto una nuova risalita (il partito è attestato al 12,7%). Nello spot elettorale è proprio il leader ad essere protagonista unico delle immagini: prima immortalato pensieroso e solitario in una camera d’albergo, poi in bicicletta, maniche di camicia e zainetto in spalla mentre si reca al Parlamento europeo di Strasburgo, dove è stato eletto cinque anni fa. Ed è sempre lui a commentare, in apertura, una serie di articoli giornalistici su sicurezza e immigrazione (il primo recita: “Immigrati sovrarappresentati nei beneficiari del sostegno al reddito”).

    Sceglie infine un tema musicale il Partito di centro del premier Sipila, sempre più in calo nei sondaggi con il 14,2% (ottenne invece il 21,1% alle elezioni di quattro anni fa). Nello spot si alternano varie figure di uomini e donne: un contadino, un operatore forestale, un’elegante donna orientale, un pensionato, una mamma. “Lavori degni della Finlandia”, recita lo slogan.

    A completare il panorama elettorale finlandese per il voto del 14 aprile ci sono il partito di sinistra, accreditato del 9,2% (l’unico, tra i partiti principali, ad essere guidato da una donna, la 31enne Li Andersson), il partito della minoranza svedese, il partito cristiano-democratico e il partito “Riforma blu” creato dopo la scissione dei Veri Finlandesi. Quest’ultimo partito dovrebbe restare fuori dal Parlamento, essendo attestato dai sondaggi intorno all’1%. E la stessa sorte dovrebbe riguardare altri partiti anti-sistema: il Movimento Sette Stelle (dichiaratamente ispirato al Movimento Cinque Stelle italiano, e fondato da un eurodeputato eletto nel 2014 con il Partito di centro), il Movimento Ora (alleato del Movimento Cinque Stelle in Europa, anche se difficilmente eleggerà suoi rappresentanti alle elezioni europee di maggio) e il Partito pirata.

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