Gli spot elettorali per il voto in Spagna

    Apr 11th, 2019
    495 Views

    Il 28 aprile, meno di un mese prima delle elezioni europee, la Spagna andrà alle urne per il rinnovo del Parlamento nazionale. Il premier uscente, il socialista Pedro Sanchez, grazie alla sua prova di governo è riuscito a riportare il suo partito in vetta ai sondaggi. Ma dovrà affrontare l’ostilità del partito liberale Ciudadanos, che ha escluso un’alleanza post-elettorale con i socialisti, e la debolezza dell’aggregazione di sinistra che unisce Podemos, Izquierda Unida e Verdi.

    Il Partito socialista punta tutto sulla mobilitazione del proprio elettorato. Con il 27-30% assegnato dai sondaggi, il partito di Sanchez spera di riuscire a conquistare circa 130 seggi al Congresso (la camera bassa del Parlamento), ai quali sommare quelli di Unidas Podemos (la coalizione di liste di sinistra) e quelli di partiti regionalisti che già hanno sostenuto la recente esperienza di governo di Sanchez. Arrivando così a superare, seppur di poco, quota 176 seggi che significa maggioranza assoluta. “Fa’ che accada” è l’incitamento rivolto ai suoi elettori da Sanchez sui manifesti e sul suo spot elettorale. In quest’ultimo, varie categorie di persone (una donna di mezza età, una coppia di ragazze, un padre con figlio diciottenne, un pensionato) escono da casa in una giornata di sole, sorridenti. E si dirigono verso il seggio elettorale.

    Principale avversario di Sanchez, e premier in pectore laddove il candidato socialista non dovesse ottenere la fiducia del Parlamento, è Pablo Casado, leader del Partito popolare. Casado può già vantare la conquista, nei mesi scorsi, dell’Andalusia, roccaforte della sinistra spagnola, che ora è governata dal suo partito insieme a Ciudadanos con il sostegno esterno della destra populista di Vox. E ora si rivolge all’elettorato quale figura di “garanzia” rispetto al caos rappresentato dalla sinistra e da Esquerra Repubblicana, il partito della sinistra catalana. Casado, in realtà, è un esponente politico collocato ben più a destra degli ultimi premier del Partito popolare, Aznar e Rajoy. Lo ha dimostrato ampiamente sui diritti civili e sulla sua immediata e incondizionata apertura ad accordi post-elettorali con la destra di Vox. Lo spot elettorale, però, indugia soprattutto sui successi della Spagna sotto i governi popolari degli ultimi due decenni. E rivendica anche con grande evidenza che “La Spagna ha superato l’Italia per la prima volta nella storia per PIL pro capite”.

    Infine, Ciudadanos. Per molti mesi in testa ai sondaggi fino alla primavera del 2018, quando ha toccato punte del 29%, il partito liberale di Albert Rivera è poi calato vistosamente in conseguenza della crescita del Partito socialista a sinistra e di Vox a destra. Oggi Ciudadanos naviga ben al di sotto del 20%, addirittura tra il 14 e il 16%. Ma ha scommesso tutto sulla possibilità di andare al governo con il Partito popolare e il sostegno (esterno?) di Vox. Uno scenario che ha fatto perdere a Rivera molto consenso tra i suoi alleati europei, ma sul quale non sembrano poter esserci ripensamenti. E infatti Ciudadanos, nel suo spot elettorale, invita gli elettori a correre spediti verso il rinnovamento: “Vamos, Ciudadanos!” è lo slogan elettorale del partito di Rivera, volto di un paese che non sta fermo un secondo.

    Comments are closed.