Il gruppo del Movimento 5 Stelle in Europa

    Mag 23rd, 2019
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    È una delle domande ricorrenti ogni volta che si parla degli alleati del Movimento 5 Stelle in Europa. Chi sono? Nel 2014, prima delle elezioni europee, si brancolava nel buio. Pochi giorni dopo il voto, venne ufficializzata l’alleanza con Nigel Farage, il leader della Brexit. Il loro gruppo (EFDD) ha poi integrato, al suo interno, altri partiti anti-establishment, prevalentemente di destra.

    La questione si riproporrà tra pochi giorni, dopo le prossime elezioni europee. Alcuni partiti sono ormai scomparsi, altri hanno aderito al gruppo dei sovranisti guidato dai partiti di Salvini e Le Pen. Quali saranno allora i prossimi alleati del Movimento 5 Stelle in Europa?

    Brexit Party

    Il nuovo partito di Nigel Farage tornerà al Parlamento europeo con una pattuglia numerosa (forse la più numerosa di tutto l’emiciclo): potrebbero essere addirittura 28 (nel 2014 l’ex partito di Farage, l’Ukip, ne elesse 24). È probabile che Farage intenda ricreare il gruppo EFDD formato insieme al Movimento 5 Stelle nell’ultima legislatura (nonostante le frizioni sempre più evidenti tra i due partiti, e il tentativo di Salvini di portare Farage nel suo nuovo gruppo sovranista). Il Brexit Party avrà certamente più rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Ma se e quando la Brexit diventerà realtà, i deputati britannici dovrebbero essere costretti alle dimissioni: a quel punto il Movimento 5 Stelle dovrà cercarsi un nuovo alleato.

    Živi Žid

    Il “Muro umano” è un partito croato anti-establishment che entrerà (per la prima volta) nel Parlamento europeo. Secondo gli ultimi sondaggi, dovrebbe ottenere intorno al 10% dei voti, ed eleggere quindi uno o due rappresentanti. In prima fila per l’elezione c’è il segretario del partito, il 36enne Tihomir Lukanić. Si tratta di un partito molto simile al Movimento 5 Stelle, forse il più simile in Europa: in cima al programma ci sono la lotta alla corruzione e la fine del finanziamento pubblico dei partiti, ed è il partito più votato dai ventenni. È anche un partito euroscettico, e recentemente ha inasprito i toni contro i migranti, chiedendo di fornire più armi alle guardie di frontiera ai confini del paese.

    Kukiz ’15

    Dalla Polonia c’è il partito di Pawel Kukiz, un ex cantante rock che nel 2015 ha fondato questo partito populista ed euroscettico. Nelle competizioni elettorali, Kukiz ’15 forma generalmente liste unitarie con esponenti dell’estrema destra, ed è avvenuto anche per queste elezioni europee. Uno dei capolista è infatti Marek Jurek, leader del partito La Destra della Repubblica, che ha posizioni rigidamente anti-abortiste e omofobe. Non è però affatto scontato che la lista riuscirà a superare la soglia di sbarramento del 5%.

    Liike Nyt

    Il partito finlandese Liike Nyt è uno degli alleati ufficiali del Movimento 5 Stelle. Si tratta un partito fondato di recente dal magnate Harry Harkimo, fuoriuscito dal partito di centro-destra Coalizione nazionale. Appare però al momento molto improbabile che questo partito possa eleggere suoi rappresentanti a Strasburgo. Alle elezioni politiche dell’aprile scorso, Liike Nyt ha conquistato il 2,2% dei voti e ha eletto un solo deputato. Alle europee in Finlandia non esistono soglie di sbarramento, ma i seggi a disposizione sono pochi ed è necessario raggiungere almeno il 6% circa per entrare a Strasburgo. Un’impresa che appare fuori dalla portata per Liike Nyt.

    Akkel

    Un altro degli alleati ufficiali del Movimento 5 Stelle, presentato in conferenza stampa nel febbraio scorso, è il Partito greco dell’agricoltura e del bestiame (AKKEL). Il suo leader, Evangelos Tsiobanidis, è addirittura stato intervistato da «Open» come se si trattasse di un leader di un grande partito. Peccato che il suo partito non sia presente in nessun sondaggio alla vigilia del voto. Ed è quindi pressoché certo che non arriverà neppure a sfiorare la soglia di sbarramento del 3% prevista in Grecia.

    E quindi?

    Per formare un gruppo all’interno del Parlamento europeo sono necessari almeno 25 deputati provenienti da almeno 7 paesi diversi. Il numero non è un problema: tra Brexit Party e Movimento 5 Stelle la soglia dei 25 rappresentanti sarà ampiamente superata. Il problema riguarderà, ancora una volta, la presenza di deputati di 7 paesi diversi. Al momento, un nuovo gruppo EFDD avrebbe deputati britannici, italiani, croati, e forse polacchi (se Kukiz ’15 supererà lo sbarramento). Ma mancano all’appello altri tre paesi. E sono rimasti ben pochi, in Europa, i partiti che non hanno ancora un’affiliazione ufficiale ad altri gruppi politici. A meno che non si punti ad attrarre (come è già avvenuto nella precedente legislatura) transfughi in libera uscita da altri partiti.

    Se non vorranno finire nel Gruppo misto, debole e senza fondi a disposizione, i Cinquestelle potrebbero quindi essere costretti a entrare in un altro gruppo. Quale? Escludendo socialisti, popolari e sinistra radicale, e di fronte ai dubbi ampiamente manifestati da liberal-democratici e verdi, restano soltanto il gruppo dei Conservatori e Riformisti (che tra i partiti italiani comprende già Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni) o quello dei sovranisti europei di Salvini e Le Pen.

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