Le notizie della settimana / 20 febbraio 2021

    Feb 20th, 2021
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    Dolors Sabater, leader del CUP in Catalogna

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    Catalogna
    Il Partito socialista vince le elezioni in Catalogna (22,7%) ma i partiti indipendentisti rafforzano la loro maggioranza nella Generalitat. Gli indipendentisti superano inoltre per la prima volta la soglia psicologica del 50% dei voti, ma in termini assoluti perdono oltre mezzo milione di voti rispetto al 2017 a causa dell’alto tasso di astensione (il più alto di sempre in Catalogna). Il governo spagnolo di Pedro Sanchez esce comunque rafforzato dalla vittoria elettorale (il miglior risultato da 15 anni). Crolla invece Ciudadanos (come previsto), mentre il Partito popolare ottiene il peggior risultato della sua storia e viene quasi doppiato dalla destra di Vox. A diventare il nuovo presidente catalano dovrebbe essere il leader della Sinistra Repubblicana indipendentista (ERC), Pere Aragonès, 38 anni, vicepresidente uscente. L’obiettivo di Aragonès è di formare una maggioranza di sinistra con CUP e Podemos che abbia anche il sostegno degli indipendentisti di centro-destra di Carles Puigdemont. Tra i vincitori del voto c’è proprio la sinistra anticapitalista di CUP. La leader Dolors Sabater, ex sindaca di Badalona, si è dichiarata disponibile a entrare in un governo indipendentista. Obiettivi: amnistia, un referendum vincolante per l’indipendenza, riforme sociali e transizione ecologica.
    Francia
    Per le elezioni presidenziali del 2022 si fa strada a destra la candidatura di Eric Zemmour (giornalista anti-femminista, anti-LGBT e islamofobo) che potrebbe stravolgere gli equilibri attuali, secondo i quali sarebbe probabile un ballottaggio Macron-Le Pen. In un sondaggio, il 27% degli elettori di destra lo ritiene un candidato migliore di Marine Le Pen. Sulla candidatura di Zemmour, popolare nell’opinione pubblica della destra francese, potrebbe convergere Nicolas Dupont-Aignan, un altro candidato ultraconservatore.
    Germania
    Cresce il consenso popolare per una coalizione di governo tra cristiano-democratici e verdi dopo le prossime elezioni federali di settembre. Favorevole a questa soluzione è anche il presidente della Baviera Markus Söder, che in primavera potrebbe essere scelto come candidato cancelliere per la CDU-CSU. Un terzo dei tedeschi interpellati da un sondaggio del «Der Spiegel» vede positivamente questa coalizione di governo, rispetto al 23% che preferirebbe un’alleanza tra CDU e liberali e al 16% che vorrebbe una nuova grande coalizione con l’SPD. Ma gli elettori cristiano-democratici sono ancora divisi sulla migliore soluzione di governo.
    Paesi Bassi
    Il premier olandese Mark Rutte ha escluso nei giorni scorsi ogni possibilità di accordo post-elettorale con il partito di estrema destra di Geert Wilders e con l’altro partito euroscettico Forum per la Democrazia. Sembra quindi sempre più probabile una riedizione dell’attuale coalizione di governo che comprende, oltre ai liberali di Rutte, anche i cristiano-democratici, i Cristiani uniti e i social-liberali (D66). Si vota il 17 marzo.
    Svezia
    Il partito liberale (che sostiene dall’esterno il governo di centro-sinistra di Stefan Löfven) ha chiesto di riaprire una centrale nucleare chiusa nel 2020 per far fronte a carenze energetiche nel Sud del paese. Si sono detti d’accordo gli altri partiti di centro-destra (che sono all’opposizione del governo). Ma il ministro dell’Ambiente e leader dei Verdi Per Bolund ha escluso categoricamente quest’ipotesi, affermando che il paese deve concentrarsi su nuove fonti di energia pulita.
    Israele
    Potrebbero essere 13 le liste a eleggere deputati alle elezioni di marzo in Israele, ma nessuno dei due blocchi principali pro e contro il premier Benjamin Netanyahu avrebbe oggi la maggioranza dei seggi. Negli ultimi sondaggi, il Partito religioso sionista di Bezalel Smotrich potrebbe superare lo sbarramento, mentre è sfumata in extremis la candidatura del sindaco di Tel Aviv con il suo movimento politico progressista a causa delle divisioni nel centro-sinistra.
    Austria
    Il Parlamento ha respinto mercoledì la mozione di sfiducia contro il ministro delle Finanze Gernot Blümel, coinvolto in un caso di corruzione e molto vicino al premier Sebastian Kurz. I Verdi, che sono al governo con il Partito popolare, hanno votato contro la mozione di sfiducia, ma la capogruppo Sigrid Maurer ha accusato il Partito popolare di avere “un rapporto problematico con la magistratura indipendente” e hanno chiesto di varare nuove norme per la trasparenza negli enti governativi.
    Polonia
    Il Senato ha votato contro l’elezione di Piotr Wawrzyk a nuovo difensore civico e commissario per i diritti umani. A favore di Wawrzyk (membro del governo di destra di Diritto e Giustizia) hanno votato 48 senatori, 51 hanno votato contro e uno si è astenuto. In Senato il governo non ha infatti la maggioranza assoluta, e l’opposizione ha fatto fronte comune contro la nomina di Wawrzyk, che era stata approvata dalla Camera bassa (Sejm) circa un mese fa. Lo stallo sulla nomina del nuovo difensore civico continua dal settembre scorso. Ora la Sejm dovrà proporre un altro nome.
    Croazia
    Il 2021 sarà un anno di elezioni amministrative in numerose capitali europee: Berlino, Londra, Roma, Helsinki, Tallinn e Zagabria. Nella capitale croata il centrosinistra ha scelto Joško Klisović, esperto in relazioni internazionali, per sfidare Milan Bandic, controverso sindaco in carica quasi ininterrottamente dal 2000, nonostante vari problemi giudiziari nei quali è stato coinvolto negli ultimi anni. Si vota il 16 maggio.
    Finlandia
    Si torna a discutere del rinvio delle elezioni amministrative del 18 aprile a causa della pandemia, escluso però pochi giorni fa dalla ministra della Giustizia Anna-Maja Henriksson. I partiti restano contrari a questa ipotesi. La decisione finale sarà presa entro fine mese.

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