Sajjad Karim, il candidato conservatore alla guida del Parlamento europeo

    Giu 19th, 2014
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    Il 1° luglio la prima seduta plenaria del Parlamento europeo sarà presieduta da Gianni Pittella, vicepresidente uscente, che sostituirà il tedesco Martin Schulz eletto ieri presidente del gruppo del Partito socialista europeo. Il primo punto all’ordine del giorno sarà quello dell’elezione del nuovo presidente del Parlamento. La consuetudine prevede che alla metà della legislatura vi sia un’alternanza tra esponenti dei due gruppi più importanti: all’inizio del 2012 il polacco Jerzy Buzek del Ppe ha infatti ceduto il posto all’esponente dei socialdemocratici tedeschi. Nei prossimi giorni entreranno nel vivo le trattative per la scelta dei candidati, scelti tra coloro con più legislature alle spalle, che dovranno alternarsi a metà legislatura. Intanto c’è già un candidato fuori dagli schemi che si prepara a dire la sua.

    Sajjad Karim è parlamentare europeo britannico dal 2004. Nella prima legislatura, eletto con i liberal-democratici, passò nel gruppo dei conservatori diciotto mesi prima delle nuove elezioni europee del 2009, nelle quali ottenne la rielezione proprio con i tories. E sempre con il partito di Cameron è tornato ora a Strasburgo per la sua terza esperienza da europarlamentare. Forte di questa esperienza, si è proposto come candidato del suo gruppo alla presidenza dell’assemblea, puntando sulla consistenza numerica che l’ECR ha via via conseguito, attestandosi al momento come terza forza nel Parlamento europeo, con più eurodeputati dell’ALDE (ma il conteggio non è definitivo). La sua nomina a presidente è comunque assai improbabile, in presenza di un accordo tra PSE e PPE per la spartizione di quella carica. Qualche probabilità in più ha Karim di essere eletto vicepresidente dell’assemblea, se ciò rientrerà nell’elenco delle richieste che il premier David Cameron formulerà per concedere il via libera a Jean-Claude Juncker quale presidente della Commissione.

    Quarantaquattro anni a luglio, Karim negli ultimi cinque anni è intervenuto più volte in plenaria su temi di politica estera, facendosi portavoce di istanze per la tutela dei diritti umani soprattutto nel mondo arabo; anche in campo ambientale, ha sollecitato l’importanza di «adottare un approccio nuovo e meno pesante» nell’industrializzazione a livello globale, differenziandosi da chi, anche nel suo partito, è scettico rispetto alle misure contro il cambiamento climatico.

    In un’intervista a EUobserver, Karim ha rivendicato la sua candidatura alla presidenza del Parlamento con la necessità emersa dal voto di «nuovi volti, nuovi nomi, nuove idee». In questa corsa alla presidenza, Karim può contare anche sull’appoggio di Morten Messerschmidt, eurodeputato del Partito del popolo danese, euroscettico e xenofobo: appoggio nient’affatto scontato, considerando le origini di Karim e la sua fede musulmana. «Sono felice di trovarmi nello stesso gruppo con Karim – ha affermato Messerschmidt, che nella legislatura precedente aveva aderito all’EFD di Nigel Farage – , e mi appresto a supportarlo quale futuro presidente del Parlamento europeo».

    Sajjad Karim non è del resto il primo esponente dei conservatori britannici di origine orientale: pochi mesi fa, David Cameron ha nominato Sajid Javid ministro della Cultura e dello Sport: anche lui, come Karim, ha origini pachistane.

    @StefanoSavella

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