In Belgio consultazioni per il nuovo governo: Peeters premier?

    Giu 21st, 2014
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    Kris Peeters

    Kris Peeters

    Il Belgio ha vissuto tra il 2010 e il 2011 la crisi di governo più lunga della storia. Alla fine, l’accordo aveva consentito la nascita di un governo guidato dal socialista Elio Di Rupo che ha condotto in porto alcune modifiche alla carta costituzionale. Le nuove elezioni federali si sono così svolte lo scorso 25 maggio, in coincidenza con le elezioni europee, con la sconfitta del partito socialista e la vittoria annunciata del partito fiammingo di centro-destra N-VA del sindaco di Anversa Bart De Wever. Dalle urne è tuttavia uscito un quadro ancora molto frammentato, soprattutto tra partiti fiamminghi e francofoni.

    L’N-VA ha infatti conquistato 33 seggi, sei in più della precedente consultazione ma troppo pochi per raggiungere la maggioranza alla Camera dei rappresentanti, che conta in totale 150 parlamentari. Il più stretto alleato di De Wever è il Partito cristiano democratico fiammingo (CD&V), che ha conquistato 18 seggi: ancora insufficienti per raggiungere quota 76 che permetterebbe di ottenere la fiducia. Per colmare questo gap, l’N-VA ha bisogno di stringere un accordo di governo con altri due partiti presenti in Parlamento: ma dovrà cercarli almeno in parte tra le formazioni di lingua francese, anche in modo da bilanciare la forza dei due principali partiti fiamminghi. L’ingresso nella coalizione di governo del partito liberal-democratico fiammingo Open VLD, il cui leader è l’eurodeputato Guy Verhofstadt, è infatti considerato  improbabile: sia perché tra quest’ultimo e l’N-VA i rapporti sono compromessi dopo la decisione del partito di De Wever di aderire a Strasburgo al gruppo dei conservatori anziché all’ALDE; e poi perché sbilancerebbe eccessivamente la compagine di governo dalla parte fiamminga, lasciando all’unico partner francese margini di manovra troppo ridotti.

    Ecco allora che le trattative vertono in questi giorni per formare una coalizione insieme ad altri due partiti francofoni. Il primo è il Movimento Riformatore (MR), di centro-destra, che è stato il primo partito in Vallonia fino alle elezioni federali del 2010, e che era partner di coalizione già nell’ultimo governo Di Rupo: con i suoi 20 deputati diventerebbe la seconda forza della coalizione. Il secondo partito francofono della coalizione dovrebbe essere il Centro democratico umanista (cdH), un partito centrista ma aderente in Europa al PPE, che con il suo 5% dei voti ha confermato i suoi 9 deputati alla Camera dei rappresentanti. Insieme a MR e cdH, l’alleanza di governo avrebbe 180 seggi e potrebbe così ottenere la fiducia. Il cdH ha chiesto però a De Wever precise garanzie sul programma prima di firmare il patto di governo, e non sono ancora state chiuse definitivamente le porte ai lib-dem di Verhofstadt.

    Le trattative continueranno tuttavia ancora fino al 25 giugno, quando il re Filippo sarà di ritorno dal Brasile dove assisterà all’ultima partita del Belgio nel girone di Coppa del Mondo. Ma sembra già probabile che il governo possa vedere la luce nel mese di luglio e che a guidarlo possa essere Kris Peeters: cristiano democratico, presidente del Parlamento fiammingo, la sua figura servirebbe a tenere unita la coalizione più di quella di De Wever.

    @StefanoSavella

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