Il primo dibattito del nuovo Parlamento europeo a Strasburgo [VIDEO]

    Lug 7th, 2014
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    Si è svolto nella seduta plenaria di mercoledì 2 luglio il primo dibattito del nuovo Parlamento europeo, dopo che la giornata precedente era stata riservata all’elezione del presidente e dei quattordici vice-presidenti dell’assemblea (tra cui gli italiani David Sassoli e Antonio Tajani). L’attenzione della stampa italiana si è concentrata soprattutto sulle dichiarazioni pomeridiane del premier Matteo Renzi e sul dibattito che ne è seguito. Un dibattito che, come era accaduto nella tarda mattinata in seguito al discorso del primo ministro greco Antonis Samaras, ha visto prevalere aspetti di politica nazionale: sono stati ben tredici gli italiani a prendere la parola dopo l’intervento di Renzi. Più interessante si è rivelata la discussione svolta in mattinata sulle conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo del 26 e 27 giugno scorsi, quello che ha ufficializzato la nomina di Jean-Claude Juncker alla presidenza della Commissione, su cui la plenaria si esprimerà il prossimo 15 luglio.

    La discussione ha avuto inizio dopo gli interventi del presidente del Consiglio Herman Van Rompuy e di quello della Commissione, José Manuel Barroso, e ha mostrato fin da subito gli equilibri che, in dibattiti di questo tipo, si ripeteranno nel corso dell’intera legislatura. Al di là delle parole pronunciate dai capigruppo (e da Marine Le Pen, capogruppo di fatto dei Non Iscritti), tutte piuttosto prevedibili, vi sono stati altri interventi significativi che anticipano quali saranno i motivi dei prossimi dibattiti. Ecco quello di Sophie in ‘t Veld, eurodeputata olandese dell’ALDE, che non ha lesinato critiche alla relazione di Van Rompuy («sembra di essere a Jurassic Park»), ma evidenziando anche l’eterogeneità del gruppo euroscettico.

    Valentinas Mazuronis, del partito lituano Ordine e Giustizia aderente al gruppo EFDD con Nigel Farage e il Movimento 5 Stelle, era indicato alla vigilia come un esponente moderato del suo partito: è stato infatti ministro dell’Ambiente fino all’elezione a Strasburgo. E nel suo intervento in plenaria prende in contropiede tutti, rilevando i grandi vantaggi che porterà l’ingresso del suo paese nella zona euro dal 1° gennaio 2015. Di fronte alle obiezioni dell’eurodeputato tedesco dei Verdi Jan Albrecht circa la sua appartenenza a un gruppo radicalmente euroscettico, Mazuronis risponde con la necessità che l’ingresso nella zona euro sia ratificato da un referendum.

    Lo svedese Gunnar Hökmark è invece un europarlamentare del PPE, e nel suo intervento ha espresso la più dura ed efficace condanna contro il gesto di voltare le spalle all’inno europeo da parte dei deputati dell’Ukip nella seduta del giorno precedente:

    @StefanoSavella

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