Slovenia: Miro Cerar alla prova del governo

    Lug 19th, 2014
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    Il vincitore delle elezioni parlamentari slovene Miro Cerar inizierà la prossima settimana le consultazioni per la formazione del nuovo governo. Malgrado lo storico successo che gli ha consentito di conquistare ben 36 dei 90 seggi dell’assemblea nazionale con la sua lista SMC, infatti, ha bisogno di almeno altri due alleati per una coalizione stabile che superi la maggioranza assoluta dei seggi. Di certo non sarà in coalizione il partito democratico di centro-destra SDS con i suoi 21 deputati, il cui leader Janez Janša ha cominciato proprio alla fine di giugno la sua detenzione in seguito alla sentenza che lo ha condannato a due anni di carcere per corruzione. Janša è stato rappresentato in campagna elettorale dal suo partito come un “prigioniero politico” e un “martire”; inoltre, l’SDS non ha ancora accettato il risultato delle elezioni.

    Tutti i pronostici lasciano immaginare che la coalizione guidata da Cerar comprenderà anche i dieci parlamentari del partito dei pensionati DeSUS, un partito di centro che è sempre stato al governo, sia con il centro-destra che con il centro-sinistra (e che ha toccato in queste elezioni il suo massimo storico, superando il 10% dei voti), e i sei rappresentanti socialdemocratici: la coalizione di governo toccherebbe così una abbastanza sicura maggioranza di 52 voti su 90, a cui andrebbero aggiunti i due rappresentanti delle minoranze linguistiche. Qualche margine potranno averlo anche i quattro eletti del nuovo partito dell’ex premier Alenka Bratušek (che si è autocandidata al ruolo di commissario europeo), mentre dovrebbero rimanere esclusi i cinque deputati cristiano-democratici di Nuova Slovenia, oltre ai sei dell’altra sorpresa elettorale, la Sinistra Unita, di impronta radicale. Sotto lo sbarramento del 4% sono rimasti sia la Lista Civica di Gregor Virant e il partito Slovenia Positiva del sindaco di Lubiana Zoran Jankovic, che ha pagato così con una sconfitta senza appello il defenestramento della Bratušek dalla guida del partito nello scorso mese di aprile.

    Fonte: www.suffragio.org

    Fonte: www.suffragio.org

    Intanto, dopo le elezioni europee e quelle parlamentari, la stagione elettorale in Slovenia non è ancora conclusa. Alle porte ci sono infatti le elezioni amministrative il prossimo 5 ottobre in tutti i 212 comuni del paese. Nelle tornate del 2010-2011, i sindaci di Lubiana (Zoran Jankovic), Maribor (Franc Kangler) e Capodistria (Boris Popovic) venivano eletti al primo turno.  Da allora, Popovic (sindaco dal 2002 e rieletto ancora nel 2011) ha subito la perdita dell’insediamento di Ancarano, divenuto comune autonomo in seguito a un referendum, che gli ha causato anche alcuni guai con la giustizia. Kangler, rieletto nell’ottobre 2010 a furor di popolo sindaco della seconda città del paese, si è dimesso nel dicembre 2012 per una serie di scandali che provocarono anche violente manifestazioni di piazza (nel febbraio scorso è stato condannato a sette mesi di carcere). Di Zoran Jankovic, che negli ultimi tre anni ha dilapidato un patrimonio di consensi che andava ben oltre la capitale, abbiamo già detto con il crollo del suo partito Slovenia Positiva. Jankovic è comunque ancora in carica come sindaco di Lubiana: fu infatti rieletto nel marzo 2012 dopo non essere riuscito a formare un governo all’indomani delle elezioni politiche del 2011. Quando nell’aprile scorso era tornato alla guida del partito, battendo la premier Alenka Bratušek, Jankovic aveva affermato di poter diventare primo ministro rimanendo contestualmente sindaco della capitale. Ora che il suo partito è rimasto addirittura fuori dal parlamento, dovrà provare a conservare almeno la poltrona di primo cittadino. Le liste dovranno essere presentate entro il 10 settembre, e sarà interessante vedere chi candiderà, specialmente nelle città più grandi, il nuovo partito di Miro Cerar.

    @StefanoSavella

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