Pedro Sánchez è il nuovo segretario generale del Partito socialista spagnolo

    Lug 26th, 2014
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    Pedro Sánchez-Castejón

    Pedro Sánchez

    Pedro Sánchez è il nuovo segretario generale del Partito socialista spagnolo (PSOE). L’acclamazione è arrivata oggi nel corso del congresso straordinario del partito, due settimane dopo la consultazione tra gli iscritti nella quale Sánchez ha ottenuto il 49% delle preferenze, contro il 35% dello sfidante basco Eduardo Madina e il 15% dell’altro competitor, esponente della sinistra interna, José Antonio Pérez Tapias. Il nuovo segretario generale, 42 anni, deputato e docente di Economia all’Università Cela di Madrid, subito dopo la sua candidatura aveva ottenuto il sostegno della gran parte dei dirigenti del suo partito, tra cui lo stesso segretario uscente Alfredo Pérez Rubalcaba, ma sembra aver saputo interpretare anche le istanze di rinnovamento provenienti da larghi settori del suo elettorato, che alle ultime elezioni europee ha preferito votare la Sinistra Unita o il nuovo partito Podemos.

    Non a caso, tra i punti di riferimento politici dichiarati da Sánchez, oltre all’ex primo ministro spagnolo Felipe Gonzalez, c’è anche Matteo Renzi. Entrambi, secondo il segretario del PSOE, incarnano «due qualità: essere di sinistra e essere riformisti». Il presidente del Consiglio italiano ha anche inviato un videomessaggio proiettato in apertura dei lavori del congresso, nel quale ha accolto con favore il rinnovamento delle cariche del partito in funzione di un’alleanza di sinistra volta a cambiare l’Europa.

    Accettando la proposta del nuovo segretario, è stata indicata alla presidenza nazionale Micaela Navarro, esponente andalusa del partito. Già dal 2000, infatti, questa carica viene affidata a un rappresentante di quella regione, che costituisce il più grande bacino di consensi per il partito socialista. Navarro, 58 anni, già deputata e senatrice, una vita spesa nel partito soprattutto per le tematiche sociali e i diritti delle donne, prende il posto di José Antonio Griñán, presidente dal 2004.

    Sempre dall’Andalusia proviene una delle più importanti dirigenti del partito che ha sostenuto Sánchez per la segreteria, Susana Diaz, dal settembre 2013 presidente della Regione dopo essere stata deputata dal 2004 al 2008. E proprio quella di Diaz potrebbe essere una candidatura pesante alle prossime primarie aperte che il PSOE terrà probabilmente nel mese di novembre per scegliere il candidato premier del partito alle prossime elezioni politiche previste nel novembre 2015. Elezioni alle quali i socialisti dovranno dimostrare di aver capito la lezione difendendosi dagli attacchi di Sinistra Unita e di Podemos, quest’ultimo dato in ulteriore ascesa nei sondaggi dopo l’exploit dell’8% ottenuto alle ultime elezioni europee. D’altra parte, un primo forte gesto in tal senso è stato rappresentato dall’indicazione data ai suoi eurodeputati da parte di Pedro Sánchez, subito dopo la vittoria nella consultazione tra gli iscritti e quindi prima dell’investitura ufficiale di oggi, a non votare Jean-Claude Juncker alla presidenza della Commissione europea, a differenza di quanto ha fatto la quasi totalità dei partiti europei aderenti al gruppo dei Socialisti&Democratici.

    A fronteggiare la candidatura di Diaz alle primarie potrebbe essere un’altra donna, l’ex ministra della Difesa Carme Chacón.

    @StefanoSavella

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