Il Parlamento europeo cancella il roaming nei paesi UE

    Apr 7th, 2014
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    Il provvedimento più importante approvato la scorsa settimana nella seduta plenaria del Parlamento europeo è indubbiamente la riforma del settore delle telecomunicazioni che interviene tra l’altro sulla rete Internet e sul roaming internazionale tra i paesi UE. Per quanto riguarda Internet a barda larga, la riforma adotta regole più incisive su un più libero accesso, sia a livello di costi, sia a livello di diffusione anche nelle zone rurali o periferiche degli Stati, come ha ricordato l’europarlamentare ungherese Edit Herczog (PSE): «L’Internet a banda larga magari non è la panacea di tutti i mali, ma è un bene di base del cittadino del ventunesimo secolo». Prima di lei nel corso della discussione generale ha preso la parola la relatrice spagnola Pilar Del Castillo Vera (PPE, nella foto), che ha chiuso il suo intervento con un accalorato appello contro la retorica europeista che si infrange ogniqualvolta un cittadino dell’Unione deve recarsi in un altro paese dell’UE, dovendo badare ai costi delle sue telefonate. Il roaming, secondo quando approvato al Parlamento europeo, sarà cancellato entro dicembre 2015.

    Anche la socialdemocratica svedese Marita Ulvskog ha posto l’accento sulle facilitazioni che deriveranno dall’adozione di questo regolamento, ad esempio per quanto concerne le disposizioni sulle firme elettroniche che agevoleranno le imprese nella partecipazione ad appalti di altri Stati europei. Queste disposizioni saranno obbligatorie dal 2018 ma potranno essere adottate dagli Stati su base volontaria fin dal 2015. La commissaria europea alle telecomunicazioni, l’olandese Neelie Kroes, si è detta fiduciosa che il Consiglio europeo possa dare il via libera a questo regolamento già prima della fine del mandato dell’attuale Commissione, in scadenza a fine ottobre.

    Nessun eurodeputato italiano è intervenuto nel corso della discussione generale. Il provvedimento è stato approvato a larghissima maggioranza, con 534 voti favorevoli, 25 contrari e 58 astenuti. Tra i contrari, anche Magdi Cristiano Allam e il leghista Fiorello Provera. Circa metà dei voti contrari sono venuti da eurodeputati britannici conservatori (ECR) o di destra (ELD), che hanno criticato l’eccesso di regolamentazione pubblica. Tra questi, Roger Helmer (Ukip) ha affermato: «Le telecomunicazioni sono state create da privati come Guglielmo Marconi e Tim Berners Lee, non sono state inventate dai governi, né dai burocrati, né dalle istituzioni europee. Non è necessaria un’interferenza di Bruxelles in questo settore».

     

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